La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali, Laisn, ha partecipato per la prima volta al Transpotec Logitec 2026, portando al Salone le questioni che l’associazione considera centrali per l’autotrasporto nazionale e per la logistica mediterranea. L’obiettivo è dare visibilità alle questioni che riguardano autisti professionali, padroncini e imprese di autotrasporto, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle Isole. La presenza al Transpotec Logitec è indicata dalla Laisn come un passaggio importante per riportare al centro del confronto il ruolo degli autisti e degli autotrasportatori indipendenti. L’associazione lega questa scelta alla necessità di affrontare problemi definiti storici del comparto, che incidono non solo sulle condizioni di lavoro degli operatori, ma anche sull’organizzazione della logistica e, più in generale, sul tessuto economico nazionale.
La presidente Tania Andreoli spiega che la partecipazione alla principale manifestazione nazionale del settore rappresenta “un punto di partenza” per fare in modo che le criticità dell’autotrasporto trovino interlocutori “tecnicamente preparati sulla materia”. Il richiamo riguarda in particolare tre ambiti: la tutela degli autisti professionali, il rapporto tra grandi flotte, autotrasportatori e committenze, e la revisione del contratto collettivo nazionale.
Il primo punto riguarda quella che la Laisn definisce un’emorragia di autisti professionali. La questione, nella lettura dell’associazione, non è soltanto occupazionale, ma investe la continuità stessa dei servizi essenziali garantiti dal trasporto merci. L’associazione sottolinea infatti come l’autista sia prima di tutto un professionista e una persona, spesso esposta a condizioni di lavoro pesanti e a rischi rilevanti per assicurare al Paese approvvigionamenti e continuità operativa.
Il secondo tema riguarda il peso contrattuale lungo la filiera. Secondo Andreoli, la logistica delle grandi flotte non considera abbastanza la necessità di restituire potere contrattuale agli autotrasportatori rispetto alle committenze. È un passaggio che tocca direttamente l’equilibrio tra chi organizza i flussi, chi affida i trasporti e chi materialmente li esegue, in un mercato in cui la compressione dei margini può ricadere sulle imprese più piccole e sui conducenti.
Il terzo punto riguarda il contratto collettivo nazionale, che secondo la presidente della Laisn dovrebbe essere rivisto integralmente. L’associazione collega questo tema alla necessità di aggiornare regole, tutele e condizioni applicate agli autisti professionali, in un settore attraversato da trasformazioni organizzative e da una crescente pressione competitiva. La richiesta è che istituzioni e politica dedichino maggiore attenzione a un comparto che sostiene una parte rilevante della distribuzione delle merci.
Il vicepresidente Giuseppe Neri presenta la partecipazione al Salone come il segno dell’impegno dell’associazione al fianco di autisti e padroncini. Egli richiama in particolare la logistica mediterranea, descritta come un’area che in questa fase avverte la mancanza di figure capaci di guidare il confronto tra imprese, lavoratori, rappresentanze e decisori pubblici. Secondo Neri, servono interlocutori in grado di portare ai tavoli di trattativa soluzioni concrete, evitando polemiche prive di seguito operativo. Il riferimento è a un mercato internazionale che, nella valutazione della Laisn, seleziona in modo sempre più netto gli operatori capaci di restare competitivi. In questo scenario, l’associazione ritiene necessario sostenere l’evoluzione dell’autotrasporto senza lasciare ai margini padroncini e conducenti.
La Laisn indica anche alcune questioni critiche sulle quali l’associazione è già impegnata. Tra queste ci sono il dumping sociale, l’inadeguatezza della Carta di Qualificazione del Conducente, le carenze formative, le condizioni di retribuzione e l’organizzazione dei tempi di lavoro. Sono temi che incidono sulla sicurezza, sulla qualità del servizio e sulla capacità del settore di attrarre e trattenere personale qualificato.
Una parte specifica dell’attenzione viene rivolta agli autisti delle Isole e del Mezzogiorno. La Laisn segnala per questi operatori condizioni particolarmente gravose, legate a ritmi di lavoro pesanti e a un contesto logistico nel quale la dimensione geografica può amplificare costi, tempi e difficoltà operative. La questione mediterranea, in questa prospettiva, non riguarda solo i collegamenti e le infrastrutture, ma anche la tenuta sociale e professionale del lavoro di guida.











































































