Quando il 25 novembre 2024 il traghetto Vincenzo Florio si è staccato dalla banchina del porto di Palermo ha compiuto un atto storico: l’ultimo viaggio di Tirrenia sulla rotta tra il porto siciliano e Napoli, che venne inaugurata nel 1824 con la partenza del piroscafo Real Ferdinando, che svolse un servizio per passeggeri, merci e corrispondenza. Pochi anni dopo, nel 1840, fu proprio Vincenzo Florio a costituire una nuova compagnia per questo collegamento, la Società dei Battelli a Vapore, che l’anno successivo divenne operativa col nuovo piroscafo Palermo. Questa rotta passò nel 1936 alla neonata Tirrenia.
Dopo l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, la compagnia riprese il servizio con con la nave Campidoglio, noleggiata da Adriatica perché la sua flotta venne affondata durante il conflitto. Col boom economico i tradizionali piroscafi vennero sostituiti da ro-ro, per trasportare anche le autovetture. Le ultime due unità di Tirrenia dedicate alla Palermo-Napoli sono state la Vincenzo Florio e la Raffaele Rubattino, che entrarono in servizio tra il 1999 e il 2000, per poi passare sotto la bandiera di Moby quando Onorato rilevò Tirrenia.
Questa epoca è finita due secoli dopo l’inizio, almeno per quanto riguarda Moby, ma il collegamento ro-ro tra Palermo e Napoli prosegue con le navi di Grimaldi e Gnv. La prima opera su questa rotta con la Cruise Ausonia, un traghetto di ultima generazione con stazza lorda di 30.907 tonnellate, capacità di 1.821 passeggeri e velocità di 28 nodi. Gli orari prevedono partenze serali con arrivo al mattino, rendendo la traversata particolarmente adatta ai viaggi notturni. Gnv entra in questo collegamento proprio per supplire al vuoto lasciato da Tirrenia con il traghetto Golden Carrier, noleggiato dalla società cipriota A-Ships Management. Il contratto di noleggio ha durata di tre mesi, con opzione di altri tre.
L’abbandono di Moby è la conseguenza diretta dei gravi problemi finanziari del Gruppo Moby Cin-Tirrenia, che fa capo alla famiglia Onorato. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha imposto condizioni stringenti per evitare sanzioni legate a un'eccessiva concentrazione di mercato, obbligando di fatto Msc a uscire dal capitale di Moby, ingresso sorto nell’ambito di un prestito di 243 milioni di euro. Il progetto iniziale era estinguere il debito con l’ingresso di Msc in Cin, reso però impossibile proprio dal provvedimento dell’Autorità. Quindi il Gruppo di Onorato ha dovuto produrre liquidità vendendo cinque traghetti: Moby Aki, Moby Wonder, Athara, Janas e Moby Ale 2, per un valore stimato di 229,9 milioni. L’asta dovrebbe svolgersi il 3 dicembre 2025.
La chiusura della rotta tra Palermo e Napoli desta preoccupazione per i circa trecento lavoratori, in gran parte marittimi, che vi lavoravano. Al momento non è apparso un piano per il loro futuro. I sindacati Federmar Cisal, Ugl Mare e Usb hanno proclamato una nuova fase di sciopero nazionale di 48 ore (dalle ore 15.00 del 9 dicembre alle 14.59 dell'11 dicembre 2025), denunciando "il rischio di una disfatta occupazionale". Secondo le stime sindacali iniziali, la crisi complessiva del Gruppo potrebbe mettere a rischio circa 1.000-1.500 posti di lavoro considerando tutto il perimetro aziendale.
Pietro Rossoni
































































