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Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • L’autotrasporto protesta in sei regioni

    L’autotrasporto protesta in sei regioni

    Il 16 ottobre 2026 si contano presidi e fermi degli autotrasportatori dalla Sicilia al Molise contro il caro gasolio. Rallentamenti nei porti di Gioia Tauro e Palermo e in alcuni tratti autostradali. Il ministero dei Trasporti potrebbe anticipare al 20 ottobre il tavolo con le associazioni e sbloccare 590 milioni …

    Ignazio Messina rilancia la rotta per la Siria

    Ignazio Messina ha annunciato a gennaio 2026 la ripresa degli scali portuali in Siria, inserendo il porto di Latakia nella rotazione northbound del servizio regolare Mideast, immediatamente dopo la toccata di Jeddah. La decisione segna il ritorno operativo della compagnia genovese in un mercato abbandonato da anni e segue il profondo mutamento del contesto geopolitico siriano, caratterizzato dalla caduta del regime di Bashar al Assad nel dicembre 2024 e dalla successiva revoca delle sanzioni internazionali da parte di Stati Uniti e Unione Europea.

    Secondo la compagnia, l’inserimento di Latakia rafforza la connettività in un’area considerata strategica all’interno della rete Mediterraneo Medio Oriente India. Il servizio Mideast è operato con tre portacontainer da circa 6.000 teu, con una frequenza di diciotto giorni, e collega i principali porti del Mediterraneo occidentale e orientale con Mar Rosso, Golfo Persico e area India Pakistan. L’aggiunta dello scalo siriano offre collegamenti diretti e regolari verso un mercato che torna progressivamente ad aprirsi agli scambi internazionali, intercettando la domanda di merci legata alla ricostruzione e al ripristino delle catene di approvvigionamento.

    La scelta di Messina si colloca in una fase di rinnovata attenzione degli operatori marittimi verso la Siria. Latakia è il principale porto commerciale del Paese e gestisce la quasi totalità dei traffici container nazionali. Nel 2025 lo scalo ha registrato una crescita sensibile delle toccate e dei volumi movimentati, sostenuta da interventi di semplificazione amministrativa e dall’ammodernamento delle infrastrutture. I dati diffusi dall’autorità portuale indicano oltre 1,5 milioni di tonnellate di merci movimentate nei primi nove mesi dell’anno e un aumento marcato delle navi provenienti da porti europei.

    Un elemento centrale del rilancio operativo di Latakia è l’accordo trentennale firmato nel maggio 2025 con il gruppo francese Cma Cgm per la gestione e l’espansione del terminal container. L’intesa prevede investimenti complessivi di 230 milioni di euro tra fase iniziale e ampliamenti successivi, con l’obiettivo di portare la capacità dello scalo oltre un milione di teu annui e di adeguare fondali e banchine all’attracco di navi di maggiori dimensioni. Parallelamente, nel luglio 2025 Dp World ha sottoscritto una concessione trentennale per lo sviluppo del porto di Tartous, con un piano di investimenti pari a 800 milioni di dollari (circa 740 milioni di euro), a conferma dell’interesse dei grandi operatori internazionali per il sistema portuale siriano.

    Il ritorno degli armatori europei è iniziato già nell’ottobre 2025, quando una nave del gruppo Grimaldi è attraccata a Latakia con un carico di automobili, macchinari e mezzi industriali, riaprendo di fatto la rotta marittima tra Italia e Siria dopo oltre sette anni. L’operazione di Messina si distingue tuttavia per l’inserimento dello scalo all’interno di un servizio di linea regolare, garantendo continuità e prevedibilità dei collegamenti rispetto a iniziative spot od occasionali. In questo senso, la compagnia genovese vuole porsi tra i primi operatori a presidiare stabilmente il mercato siriano nella fase successiva alle sanzioni.

    Il rientro in Siria si inserisce in un 2025 caratterizzato da un’intensa attività di riorganizzazione e sviluppo per Ignazio Messina. Sul piano industriale, l’anno ha consolidato il passaggio definitivo dal segmento con-ro alle navi solo container, avviato con la vendita delle otto unità con-ro al gruppo Msc nel 2023. Nel corso del 2024 e del 2025 la flotta è stata rafforzata attraverso l’acquisizione di portacontainer sul mercato secondario, portando a 21 il numero complessivo delle navi operate tra proprietà e leasing, per una capacità totale di oltre 40mila teu.

    A supporto del piano di rinnovo della flotta, nel febbraio 2025 la compagnia ha ottenuto un finanziamento di 50 milioni di dollari da un pool bancario composto da Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio, destinato al rafforzamento delle unità di proprietà. Sul fronte operativo, Messina ha rafforzato la presenza nel subcontinente indiano, tornando a scalare il porto di Nhava Sheva dopo vent’anni e costituendo una società controllata a Mumbai per presidiare direttamente il mercato locale. Ricordiamo che l’India sta diventando uno dei pilastri della strategia di crescita nei traffici tra Asia ed Europa.

    Nel Mediterraneo occidentale, a cavallo tra fine 2025 e inizio 2026, è stato avviato un nuovo servizio container dedicato all’Algeria, con collegamenti regolari tra Genova, Fos sur Mer, Barcellona e Algeri, in un contesto di rafforzamento delle relazioni commerciali tra Italia e Algeria. Parallelamente, il gruppo ha proseguito il percorso d’integrazione verticale con il completamento dell’acquisizione di Terminal San Giorgio nel porto di Genova e con lo sviluppo dell’intermodalità ferroviaria attraverso il terminal di Dinazzano, collegato ai principali scali marittimi del Nord e del Sud Italia.

    Il 2025 è stato inoltre segnato dalla gestione operativa della crisi del Mar Rosso. Messina ha mantenuto attivi i collegamenti attraverso il Canale di Suez, sostenendo maggiori costi assicurativi legati al rischio guerra ma evitando le deviazioni via Capo di Buona Speranza adottate da molti grandi vettori. Questa scelta ha consentito di preservare tempi di transito competitivi e di incrementare i volumi di container, che nel 2024 avevano già registrato una crescita del 31,2% rispetto all’anno precedente.

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