È difficile dire se il vigoroso braccio di ferro in atto tra il gruppo Webuild che guida il Cociv e il gestore della rete ferroviaria nazionale rappresentato da Rfi si conclude con un risultato positivo a favore della principale impresa di costruzioni di grandi opere in Italia, ma sta di fatto che il Disegno di Legge Bilancio 2027, cuore della manovra finanziaria dello Stato, destina 1,6 miliardi di euro per finanziare il completamento dei lavori del Terzo Valico ferroviario dei Giovi. Il contenzioso in atto tra il gruppo Webuild e Rfi registrato dalle cronache per l’annuncio di licenziamenti e lavoratori messi in cassa integrazione, non riguarda però solo la nuova ferrovia tra Genova e la valle del Po, ma anche le altre opere in cui l’ex Salini Impregilo ha aperto i cantieri, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia. Ma è sul Terzo Valico, i cui lavori sono condotti dal consorzio Cociv, che si è innescata tutta questa contesa.
L’articolo 77 del Ddl Bilancio assegna questo stanziamento straordinario da impegnare nel biennio 2027-2028 offrendo una motivazione tecnica ineccepibile, anche se forse evitabile in partenza con una più attenta progettazione, quando si fa “specifico riferimento alla variante resa necessaria dalle rilevanti condizioni geo-meccaniche emerse durante la fase di realizzazione”. Il nuovo stanziamento di 1,6 miliardi rappresenta sicuramente una risposta significativa per la prosecuzione dell’opera anche se occorre attendere la definizione, bonaria o meno, del contenzioso in atto tra Webuild e Rfi. Il Cociv potrà comunque contare anche su risorse aggiuntive con il Programma investimenti che porterebbero i fondi destinati al Terzo Valico a sfiorare i 2,5 miliardi di euro.
Il Ddl Bilancio appare comunque generoso dal punto di vista delle risorse destinate alle infrastrutture ferroviarie in genere: in tutto si sfiorano i 5,5 miliardi di euro per il biennio 2027-2028. Oltre al Terzo Valico, che assorbe comunque la maggior parte degli stanziamenti per singola linea, sono destinati anche 500 milioni per la circonvallazione merci di Trento inserita tra le tratte di accesso al tunnel di base del Brennero, anche questa un’opera appaltata a Webuild. Inoltre, 170 milioni sono indirizzati al completamento della Napoli-Bari per i progetti di raddoppio delle tratte Frasso Telesino-Telese, Telese-Vitulano e Apice-Orsara, mentre 140 milioni vanno in Sicilia per completare il raddoppio della Giampilieri-Fiumefreddo sulla linea Messina-Catania, e anche quest’ultimo cantiere è in capo a un consorzio guidato dal gruppo Wubuild.
Oltre a queste quattro grandi opere, il Ddl nella sezione “Investimenti” assegna a Rfi 1,45 miliardi per lo sviluppo tecnologico della rete ferroviaria nazionale e in particolare, anche se non lo cita espressamente, per l’estensione del sistema di segnalamento a standard europeo Ertms e l’adeguamento degli apparati di controllo e sicurezza. Il capitolo “Servizi” (primo comma dell’articolo 77), riguarda invece gli interventi di manutenzione straordinaria della rete dove vengono destinati 600 milioni aggiuntivi per il 2027 e 970 milioni per il 2028.
Piermario Curti Sacchi


































































