Il 28 gennaio 2026 Cma Cgm e Stonepeak hanno annunciato la creazione di United Ports, una joint-venture globale dedicata alla gestione di terminal portuali per container. L’operazione riguarda dieci terminal già operati da Cma Cgm in Nord America, Sud America, Europa e Asia, e rappresenta uno dei più rilevanti riassetti infrastrutturali nel settore portuale degli ultimi anni. La chiusura della transazione è prevista nella seconda metà del 2026, subordinata alle autorizzazioni regolatorie nei Paesi coinvolti.
La struttura dell’accordo prevede che Cma Cgm mantenga il 75% del capitale e il pieno controllo operativo dei terminal, mentre Stonepeak acquisisce una quota del 25% con un investimento di 2,4 miliardi di dollari, che implica una valutazione complessiva di circa 9,6 miliardi di dollari per United Ports. Il mantenimento del controllo industriale da parte del gruppo armatoriale francese è un elemento centrale dell’intesa, pensato per garantire continuità gestionale, integrazione con i servizi di linea e coerenza con le strategie operative del gruppo.
I terminal conferiti nella joint-venture coprono alcuni dei principali nodi del trasporto mondiale di container. Negli Stati Uniti rientrano Fenix Marine Services a Los Angeles, con una capacità di 2,5 milioni di teu annui e concessione fino al 2043, e i terminal Port Liberty New York e Port Liberty Bayonne nel porto di New York e New Jersey, oggetto di un piano d’investimenti da 600 milioni di dollari per l’aumento della capacità e l’ammodernamento infrastrutturale. La presenza su entrambe le coste statunitensi consente a Cma Cgm di presidiare direttamente i due principali sistemi portuali del Paese.
In Sud America l’assetto principale è Santos Brasil, operatore del maggiore terminal container del continente nel porto brasiliano di Santos. Cma Cgm ne ha acquisito il controllo nel 2025 e lo utilizza come piattaforma di accesso al mercato brasiliano e, più in generale, ai traffici del Cono Sud. In Europa la joint-venture comprende quattro terminal in Spagna: Csp Valencia, principale gateway per il traffico di import-export del Paese, Csp Bilbao sull’Atlantico, il terminal fluviale di Siviglia e Tti Algeciras, hub di trasbordo nello Stretto di Gibilterra attualmente interessato da un programma di espansione che porterà la capacità a 2,1 milioni di teu entro il 2028.
La rete asiatica include il terminal di Nhava Sheva in India, uno dei principali punti di accesso marittimo al subcontinente, il terminal di Kaohsiung a Taiwan, snodo rilevante per i traffici di trasbordo transpacifici, e Gemalink a Cai Mep, in Vietnam, porto in acque profonde che serve il Sud-Est asiatico e le rotte di lungo raggio. Nel loro insieme, questi assetti coprono mercati maturi e mercati in forte crescita, con un equilibrio tra traffici gateway e attività di trasbordo.
Dal punto di vista operativo, United Ports s’inserisce nella strategia d’integrazione verticale perseguita da Cma Cgm negli ultimi anni. Il gruppo controlla direttamente 41 terminal e partecipa in altri 21 attraverso Terminal Link, la joint-venture con China Merchants Port Holdings. La creazione di una piattaforma dedicata consente di valorizzare assetti già esistenti, liberare risorse finanziarie e al tempo stesso mantenere il presidio diretto sulle operazioni portuali, considerate critiche per l’affidabilità della catena logistica.
Per Stonepeak, l’ingresso in United Ports rappresenta un investimento in assetti infrastrutturali caratterizzati da barriere all’ingresso elevate, concessioni di lungo periodo e flussi di traffico legati al commercio internazionale. L’operazione s’integra con altri investimenti del fondo nella filiera container, come Textainer nel leasing di contenitori e Trac Intermodal nei chassis marittimi, creando una presenza trasversale lungo l’intero ciclo operativo del trasporto di container. L’accordo prevede inoltre la possibilità per Stonepeak di apportare fino a 3,6 miliardi di dollari aggiuntivi per futuri sviluppi congiunti, configurando United Ports come una piattaforma destinata a crescere nel tempo.
Il contesto in cui nasce United Ports è caratterizzato da una rinnovata attenzione geopolitica alle infrastrutture portuali, in particolare negli Stati Uniti. Il rafforzamento della presenza di capitale americano attraverso Stonepeak s’inserisce in un quadro di maggiore sensibilità verso il controllo degli assetti strategici della logistica, in parallelo con gli impegni di investimento annunciati da Cma Cgm nel mercato statunitense nei prossimi anni. Sul piano industriale, la joint-venture consolida la trasformazione di Cma Cgm da vettore marittimo a operatore logistico integrato, con un controllo crescente sui nodi fisici della catena del valore. United Ports diventa così uno strumento operativo per sostenere i servizi di linea del gruppo, migliorare l’affidabilità dei flussi e rafforzare il posizionamento nei principali corridoi commerciali globali.
P.R.











































































