Un vasto incendio ha distrutto nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio 2026 un grande capannone industriale nella zona sud di Motta di Livenza, in provincia di Treviso. L’allarme è stato lanciato da un camionista di passaggio intorno alle 2.30, quando l’uomo ha notato fiamme e fumo provenire dalla struttura situata in via Magnadola. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite senza interruzioni per oltre venti ore, fino alla serata di lunedì.
L’edificio è un ex stabilimento di occhialeria, riconvertito da tempo a uso logistico e adibito a deposito per conto terzi. La superficie coperta è di circa 20mila metri quadrati e al suo interno erano stoccate grandi quantità di carta, cartone e altri materiali altamente combustibili. La collocazione in un’area a elevata densità produttiva ha reso necessario un intervento particolarmente esteso per evitare la propagazione delle fiamme ai capannoni adiacenti.
Sul posto sono confluite squadre dei vigili del fuoco provenienti da più distaccamenti, con oltre trenta operatori e undici veicoli. L’incendio, già molto sviluppato all’arrivo delle prime unità, si è rapidamente esteso all’intera struttura, alimentato dal carico d’incendio presente nei vari comparti del deposito. Il calore intenso ha provocato il cedimento parziale del fabbricato, con il collasso di una parte della copertura e delle strutture portanti, complicando ulteriormente le attività di spegnimento.
L’intervento si è concentrato sul contenimento del rogo all’interno del perimetro del capannone e sulla protezione delle attività vicine. Le operazioni dall’interno sono state limitate a causa del rischio di ulteriori crolli, privilegiando un’azione dall’esterno e dall’alto. Nel corso della giornata di lunedì sono proseguite le operazioni di bonifica, con la rimozione e il raffreddamento dei cumuli di materiale ancora incandescente e il controllo di possibili riprese delle fiamme, anche a causa del vento.
Non si registrano feriti né vittime. Al momento dello sviluppo dell’incendio la struttura era chiusa e non vi erano lavoratori all’interno. Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni complesse, ma senza conseguenze per il personale impegnato. Viceversa, il bilancio dei danni materiali è rilevante. Il capannone è in gran parte distrutto e inutilizzabile, mentre la merce depositata da almeno cinque aziende è andata completamente persa. Si tratta principalmente di prodotti cartacei e materiali imballati, con un impatto diretto sulle scorte e sull’operatività delle imprese coinvolte. Le prime valutazioni parlano di danni economici di diversi milioni di euro, anche se una stima precisa potrà essere definita solo al termine delle verifiche tecniche.
Le cause dell’incendio restano al momento in fase di accertamento. L’area è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini tecniche e giudiziarie. Le condizioni della struttura, compromessa dai crolli e dall’intensità del rogo, rendono complessa l’individuazione del punto di innesco. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, né accidentale né dolosa.



























































