All’Assemblea pubblica di Spediporto, che si è svolta il 27 aprile 2026 al Palazzo della Borsa di Genova nell’ottantesimo anno dell’associazione, la Zona Logistica Semplificata è stata indicata come uno degli strumenti principali per sostenere lo sviluppo economico del capoluogo ligure, del suo porto e del suo aeroporto. Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, del sistema portuale, della logistica e dell’industria, con l’obiettivo di trasformare le agevolazioni e le semplificazioni della Zls in un progetto industriale capace di generare investimenti, recuperare aree produttive e ampliare il raggio d’azione del sistema genovese.
Il tema è stato posto in apertura dal presidente di Spediporto, Andrea Giachero, che nella relazione introduttiva ha collegato la Zls a quattro condizioni: completamento delle infrastrutture di connessione con le altre regioni del Nord Ovest, definizione di un progetto industriale condiviso, riuso delle aree industriali disponibili e promozione territoriale internazionale. Secondo Giachero, la logistica sta tornando ad assumere un ruolo strategico e deve essere accompagnata da un programma sulla formazione, considerata non come un capitolo separato di carattere sociale, ma come precondizione per ogni scelta di sviluppo.
La centralità della Zls è stata ripresa nello studio presentato da Maurizio Conti, professore ordinario di Economia politica dell’Università di Genova. Dal palco del Palazzo della Borsa, Conti ha indicato tre elementi che possono favorire il successo dello strumento nel capoluogo ligure: la presenza di un porto di rilievo, istituzioni locali in grado di funzionare e un capitale umano elevato. La lettura economica proposta durante l’assemblea ha quindi spostato il tema dalla sola cornice amministrativa alla capacità del territorio di trasformare le condizioni esistenti in insediamenti, traffici e attività industriali.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha collegato questa prospettiva a un intervento sulle aree ex industriali. Nel suo intervento ha annunciato che la settimana successiva arriverà in giunta una delibera relativa a un progetto su trenta aree ex industriali, distribuite tra Valpolcevera, Valbisagno e Ponente cittadino, con l’obiettivo di usare gli strumenti disponibili per rendere questi spazi appetibili e attirare l’interesse degli investitori. In questa impostazione, la Zls diventa anche una leva urbanistica e produttiva, perché consente di rimettere al centro superfici già inserite nel tessuto logistico e manifatturiero della città.
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha invece richiamato la necessità di superare il limite fisico degli Appennini. Il tema non riguarda soltanto la scarsità di spazi disponibili a ridosso del porto, ma la costruzione di una dimensione più ampia per il sistema ligure. Bucci ha definito il retroporto un progetto fondamentale per la competitività degli scali, capace di dare loro una dimensione europea attraverso il lavoro con Piemonte e Lombardia. La prospettiva è quella di una logistica portuale integrata con il Nord Ovest, nella quale le aree interne possano svolgere funzioni operative, industriali e di supporto ai traffici marittimi.
Anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha posto l’attenzione sulla Zls, ma dal punto di vista degli strumenti normativi e amministrativi. Nel suo intervento ha indicato la necessità di rivedere l’impianto normativo in termini di snellezza delle procedure, risorse e meccanismi di erogazione. È un elemento importante per gli operatori logistici, perché l’efficacia della Zls dipende non solo dalla perimetrazione delle aree e dagli incentivi, ma anche dalla rapidità con cui le imprese possono ottenere autorizzazioni, accedere alle misure previste e pianificare investimenti con tempi certi.
Il collegamento tra sviluppo portuale, digitalizzazione e riforma delle regole è stato al centro anche dell’intervento del vice-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. Durante l’assemblea, Rixi ha comunicato la "bollinatura" del testo della riforma portuale, che ora sarà inserito nel calendario della Camera dei Deputati. Il vice-ministro ha indicato come obiettivo l’aumento dell’influenza dei porti italiani nel Mediterraneo, attraverso servizi in grado di aumentare i traffici e rendere il Paese più capace di affrontare le crisi geopolitiche. In questa visione, interporti e porti devono essere integrati, con sinergie operative e strumenti digitali.
La dimensione mediterranea è stata ripresa da Antonio Gozzi, presidente di Duferco e Federacciai, che ha richiamato la crescita attesa dei Paesi del Nord Africa e ha indicato per Genova la necessità di diventare un punto di riferimento in questo quadro. Il passaggio è strettamente legato al ruolo della logistica come fattore abilitante di competitività: non solo movimentazione di merci, ma condizione necessaria per attrarre attività produttive, servire mercati in espansione e consolidare la posizione del porto nelle rotte che attraversano il Mediterraneo.
Nella seconda tavola rotonda, la Zls è stata letta anche come risposta alla domanda di flessibilità del sistema economico locale. Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova, ha sostenuto che questo strumento consente di superare parte degli ostacoli burocratici e di rendere più adattabile l’azione del territorio. Andrea Maria Zucchini, direttore territoriale dell’Agenzia delle Dogane, ha invece sottolineato l’importanza di un governo pubblico predominante.
Nel confronto sono emersi anche altri tasselli del sistema genovese. Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio, ha posto l’attenzione sul ruolo dell’aeroporto, inserendolo nella visione di sviluppo legata alla Zls e alla logistica. Gianluca Croce, presidente di Assagenti, ha richiamato i cambiamenti in corso, anche sul piano della digitalizzazione, mentre Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, ha insistito sulla necessità che l’Italia non sia più il Paese senza tempi e certezze. Ferrari ha aggiunto che le inaugurazioni devono avvenire quando le opere sono terminate, richiamando un tema concreto per imprese e investitori: la credibilità dei crono-programmi infrastrutturali.
L’Assemblea pubblica di Spediporto si è chiusa con l’intervento internazionale di Guo Peidong, chief representative del Ccpit, China Council for the Promotion of International Trade, in Italia. Guo ha presentato la partecipazione della Regione Liguria come guest of honor a Cisce 2026, la rassegna dedicata alla logistica e all’innovazione che si svolgerà a Pechino nel mese di giugno. Anche questo passaggio rientra nel quadro delineato durante l’assemblea: promuovere Genova e la Liguria su mercati internazionali, valorizzando porto, logistica, industria e capacità istituzionale.
Mara Gambetta




































































