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Febbraio caldo nell’autotrasporto


Alle tre e mezzo della mattina di martedì 8 febbraio 2016 è iniziato il blocco totale dell'Interporto di Rivalta Scrivia, alle porte di Tortona, attuato da un centinaio di persone, che secondo il sindacato SI Cobas (che ha indetto la protesta) provenivano anche da Milano, Piacenza, Fidenza e Genova. Il picchetto ha fermato i camion, ma lascia passare gli operai dei magazzini che, secondo la stessa fonte sindacale, hanno fermato comunque al settanta percento.
Il fermo ha coinvolto soprattutto i facchini del consorzio CTL, gli autisti dell'Autamarocchi e i dipendenti della Katoen Natie, proprietaria dell'impianto. La protesta è stata provocata da tre licenziamenti, due autisti dell'Autamarocchi e un facchino di una cooperativa. Oltre al reintegro delle tre persone, il sindacato chiede l'applicazione per tutti del contratto nazionale e il rientro della cassa integrazione in due cooperative di facchinaggio.
Il picchetto ha portato a una trattativa tra le parti che ha programmato un incontro nei prossimi giorni con l'amministratore delegato di Katoen Natie, Erik Klönhammer, che sta cercando di mediare e riportare la struttura alla normalità. Il SI Cobas resta in stato di "massima attenzione" e intende costituire un coordinamento nel distretto logistico che comprende Tortona, Alessandria e Novi Ligure.
Il giorno successivo, alle sei di mattina si sono fermati i facchini che lavorano per le piattaforme Fercam di diverse città, tra cui Parma, Piacenza, Bologna e Roma. Anche questo sciopero è stato proclamato dai Cobas, che contestano all'azienda di trasporto di non applicare completamente le norme del contratto nazionale. Il sindacato chiede l'applicazione di un contratto di filiera, già siglato con altre realtà della logistica. I presidi sono stati levati dopo avere ottenuto un tavolo di trattativa con Fercam.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto: SI Cobas
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