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Decreto investimenti taglia incentivi per camion CNG


Il Decreto che finanzia l'acquisto di veicoli industriali a gas naturale compresso per il 2018 non è uguale a quello dell'anno precedente. Nel 2017 il ministero dei Trasporti ha concesso (con il Decreto del 20 giugno 2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 178/2017) un contributo di 8000 euro e di 20mila per l'acquisto, rispettivamente, di "automezzi industriali pesanti nuovi di fabbrica a trazione alternativa a metano CNG e gas naturale liquefatto LNG di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7 tonnellate". Quindi, qualsiasi veicolo a gas naturale compresso sopra le 7 tonnellate era finanziabile.
Invece, il Decreto del 20 aprile 2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 163 del 16 luglio 2018 prevede un contributo di 8000 euro per i veicoli "a metano CNG di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7 tonnellate fino a 16 tonnellate", mentre quelli a gas naturale liquefatto LNG ottengono 20mila euro, purché abbiano massa complessiva pari o superiore a 16 tonnellate. A questo punto sorgono alcune domande.
La prima è quali categorie di veicoli colpisce la restrizione del contributo ai veicoli CNG sopra le 16 tonnellate. Questi modelli non si usano sicuramente nelle lunghe distanze (dove sono più efficienti quelli LNG, che infatti hanno tutti massa superiore a 16 tonnellate) ma servono soprattutto come base per i veicoli che svolgono servizi urbani e, in modo particolare, per gli autocompattatori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Insomma proprio i veicoli che dovrebbero essere i meno inquinanti, visto che operano sempre in aree abitate, sono quelli che avranno dei limiti agli incentivi ambientali nel 2018.
La seconda domanda è chi ha avuto questa brillante idea? Ovviamente non lo sappiamo e bisognerebbe chiederlo all'ex ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che ha firmato il decreto, ma probabilmente non lo sa neppure lui, perché il testo potrebbe essere stato scritto dalla burocrazia ministeriale. La terza domanda è perché è stato posto questo limite? Il Decreto non lo spiega e la logica neppure. Se proprio volessimo essere complottisti potremmo pensare a un suggeritore esterno che ha voluto sgambettare i produttori di veicoli a gas naturale compresso con massa complessiva superiore a 16 tonnellate, obbligando così l'acquisto delle sole versioni a gas naturale liquefatto, elettrica o ibrida diesel-elettrica se l'acquirente vuole ricevere il contributo. O forse, chissà, c'è un'altra risposta.

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