Il titolo scelto dal quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung pone un interrogativo che non nasconde però una prospettiva tutt’altro che ottimistica: “Quale futuro per la Galleria di base del Brennero? La sua inaugurazione nel 2032 è appesa a un filo”. Il giornale del Tirolo austriaco nell’edizione del 10 marzo 2026 avanza più di un dubbio sulla tabella di marcia della realizzazione del tunnel ferroviario tra Italia e Austria.
Questo interrogativo nasce sulla base di un quesito avanzato dal responsabile dei Trasporti del Tirolo austriaco, René Zumtobel, alla società di progetto Bbt che sovrintende alla realizzazione dell’opera transfrontaliera. Il Consigliere di Stato tirolese ha chiesto una valutazione realistica della data di apertura del tunnel di base. Evidentemente c’è qualcosa che non torna, vista la mossa ufficiale avanzata dal responsabile tirolese dei Trasporti.
La risposta va cercata nel cronoprogramma dei lavori, perché è vero che da una parte è stato scavato ormai il 90% delle gallerie che compongono l’opera per uno sviluppo complessivo di 230 chilometri, ma sono in ritardo gli appalti e quindi i successivi lavori per l’attrezzaggio tecnologico, dall’armamento alla linea di trazione elettrica, dal sistema di segnalamento a quello di sicurezza. Secondo il Tiroler Tageszeitung l’entrata in funzione del tunnel di base potrebbe slittare di altri due anni e quindi in pratica si arriverebbe al 2034. Inoltre, sempre secondo il giornale tirolese, i costi complessivi del progetto sarebbero saliti a circa 10,5 miliardi di euro, comprendendo le procedure per gli appalti relativi all’attrezzaggio ferroviario che da solo vale circa 1,5 miliardi di euro.
Ma resterebbero da definire anche alcuni passaggi decisivi per la fase finale dell’opera. In particolare, Rfi e le austriache Öbb-Infrastruktur devono ancora concordare diversi aspetti legati alla gestione della futura ferrovia, dovuta anche a scelte tecniche tutt’altro che scontate. Un esempio è costituito dall’alimentazione elettrica che essendo diversa tra i due Paesi ha spinto verso l’adozione di un modello che non potrebbe essere più complesso: invece di un semplice cambio tensione in un punto concordato, si arriverà lato Austria con 15 kV a frequenza ferroviaria, per poi passare alla tratta in comune a 25 kV a frequenza industriale e quindi in Italia a 3 kV in corrente continua. Oltretutto, come è normale che sia per un’infrastruttura di questa portata, una volta completati i lavori sarà necessario anche un periodo di collaudo e di pre-esercizio della durata di circa un anno. Solo al termine di questa fase la galleria ferroviaria potrà entrare effettivamente in servizio lungo l’asse del Brennero.
Piermario Curti Sacchi




































































