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  • Camionista polacco denunciato per resistenza a Trento

    Camionista polacco denunciato per resistenza a Trento

    Un autista polacco di 48 anni ha forzato un posto di blocco della Polizia Locale nei pressi dell'Interporto doganale di Trento e ha rifiutato di fornire le proprie generalità: denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, sanzioni per 2.500 euro e fermo amministrativo del mezzo.

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  • Cresce il traffico container ma calano i margini

    Cresce il traffico container ma calano i margini

    Il primo trimestre 2026 conferma la tenuta della domanda globale di trasporto container, ma gli ordini di portacontainer hanno raggiunto un record storico e la redditività degli armatori si assottiglia, secondo il Global Container Shipping Outlook 2026. Terminal e logistica integrata diventano gli argini principali contro la volatilità dei noli …

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  • Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026

    Il vigore il Decreto sui carburanti di luglio 2026

    Il Decreto Legge 133/2026 è pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Riduce per otto giorni le accise su gasolio e biocarburanti e proroga fino a luglio il sostegno del Decreto 33/2026, con tetto di spesa salito a 322 milioni. Intanto Commissione Europea autorizza inoltre aiuti da 300 milioni per l'autotrasporto.

    Investimenti sulle ferrovie tedesche, ma resta il rischio dei cantieri

    Non c’è tempo da perdere se l’obiettivo è quello di mantenere, se non consolidare, la competitività della ferrovia, messa a dura prova da carenze infrastrutturali e da continue esigenze di manutenzione. Il ministero federale dei Trasporti e le ferrovie tedesche DB hanno definitivamente varato il più vasto e ambizioso programma di interventi su tutta la rete della Germania, quello di più ampia portata negli ultimi trent’anni, dopo la riforma del sistema ferroviario avviata nel 1994.

    Il programma prevede l’ammodernamento di quaranta direttrici da completare entro il 2030. In molti casi le attuali linee saranno ristrutturate per realizzare una rete ad alte prestazioni di circa 9mila chilometri. Oltre ai massicci interventi infrastrutturali, un aspetto essenziale sarà la digitalizzazione di tutte le procedure che riguardano sia l’esercizio sia la gestione. Inoltre, dopo molti dubbi iniziali e un cronoprogramma troppo diluito nel tempo, si è deciso di accelerare sull’adozione del sistema di segnalamento europeo Ertms/Etcs che sarà esteso a tutta la rete. Secondo le DB, da sola questa tecnologia consente un incremento del 30% della capacità anche nell’ipotesi che la ferrovia resti quella attuale.

    Si interverrà con particolare attenzione su quelli che vengono definiti i colli di bottiglia con potenziamenti mirati e nuovi raccordi. Nel 2024 inizieranno i lavori sulla ferrovia tra Francoforte sul Meno e Mannheim, mentre l’anno successivo sarà la volta della Amburgo-Berlino e della Emmerich-Oberhausen, principale direttrice verso i Paesi Bassi. Più corposo il programma di interventi che partiranno dal 2026 e che interesseranno fino a una decina di itinerari ogni anno fino al 2030.

    Le ferrovie DB affermano di essere in grado di tradurre in cantieri una disponibilità finanziaria di circa 45 miliardi di euro. Nel presentare il programma, il ministro federale dei Trasporti, Volker Wissing, non ha fatto mistero della situazione dalla quale si parte: “L’infrastruttura ferroviaria è stata trascurata per decenni e portata ai suoi limiti assoluti. Ciò non è più accettabile per un Paese che punta al progresso economico con modalità di trasporto rispettose dell’ambiente”. Da qui l’esigenza di non perdere più tempo e passare all’azione.

    Ma se sulla carta questo piano di interventi appare del tutto condivisibile, anzi necessario, nella realtà i prossimi anni si prospettano tutt’altro che rassicuranti. Per accelerare i lavori e ottenere risultati tangibili nel minor tempo possibile, si è scelto di intervenire sistematicamente linea per linea, e se necessario, anche con chiusure prolungate per mesi. Questa procedura consente di avere un’infrastruttura rinnovata e potenziata senza spezzettare i lavori per tipologia di interventi, ma comporta anche la necessità di deviare il traffico su altri itinerari, magari già saturi e non ancora adeguati. L’incubo della ferrovia del Reno con il buco nero di Rastatt è duro da superare, ma le DB, secondo il ministero federale, promettono di cambiare passo e di invertire la rotta.

    Piermario Curti Sacchi

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