Alle 23.34 di mercoledì 9 settembre 2026, ora locale, un attacco informatico ha colpito i sistemi operativi del terminal container di Tanjung Pelepas, nello Stato malese di Johor. Per contenere l'attacco il gestore ha isolato i sistemi coinvolti e ha sospeso in via precauzionale le operazioni di movimentazione. La ripartenza, controllata e per fasi, è cominciata il giorno successivo. Il blocco ha interessato uno dei maggiori scali di trasbordo container al mondo. Nel 2025 Ptp ha movimentato 14.028.375 teu, superando per la prima volta la soglia dei 14 milioni. Il porto si trova all'imbocco orientale dello Stretto di Malacca, di fronte a Singapore, ed è uno degli scali principali della Gemini Cooperation tra Maersk e Hapag-Lloyd sulle rotte Asia-Europa e intra-asiatiche. Il terminal è gestito da una joint-venture tra il gruppo malese Mmc e Apm Terminals, controllata di Maersk.
Il fermo è durato alcune ore e già il 10 settembre il terminal ha reintrodotto procedure manuali per l'ingresso ai varchi dei container export pieni e vuoti, compresi i trasferimenti tra i terminal della zona franca. Maersk ha confermato di lavorare in stretto coordinamento con il gestore. "Alcune navi potrebbero subire ritardi, ma il ripristino sta procedendo bene", ha spiegato un portavoce del gruppo danese, che ha indicato come priorità la riduzione dei disagi per i clienti. Nei primi giorni l'effetto sul traffico è apparso contenuto. Le rilevazioni di Lloyd's List Intelligence registravano arrivi e partenze in gran parte regolari e, alla mattina dell'11 settembre, nessuna portacontainer in attesa alla fonda. L'unica anomalia rilevata riguarda la Maersk Hanoi, 15.226 teu in viaggio da Pointe Noire: il 10 settembre la nave ha deviato dalla rotta per circa dieci ore nello Stretto di Malacca, prima di riprendere la navigazione verso lo scalo malese.
Sulla natura dell'attacco il gestore non si è sbilanciato. In una comunicazione agli spedizionieri Ptp ha riferito di lavorare con esperti di sicurezza informatica per indagare sull'accaduto e rafforzare le difese. Nella fase iniziale ha anche dichiarato di non avere evidenze di accessi non autorizzati ai dati dei clienti, una valutazione che l'analisi forense ancora in corso potrà confermare o smentire. Non sono stati resi noti né il tipo di codice malevolo né gli autori. Una rivendicazione è comunque arrivata. L'11 settembre Ptp è comparso sul sito in cui il gruppo Direwolf pubblica li propri ciberattacchi, come ha rilevato il servizio Ransomware.live. Attivo da maggio 2025, Direwolf pratica secondo i ricercatori di AhnLab la doppia estorsione: cifra i dati delle vittime e minaccia di diffonderli. Ptp non ha confermato di aver subito un attacco ransomware né ha attribuito ufficialmente l'episodio al gruppo.
Il caso si aggiunge a una serie di attacchi a infrastrutture portuali. Nel 2017 il malware NotPetya paralizzò i sistemi di Maersk, con ripercussioni su navi e terminal del gruppo. Nel febbraio 2022 un attacco al Jawaharlal Nehru Port Container Terminal, in India, provocò cinque giorni di blocco e nel luglio 2023 il gruppo LockBit 3.0 fermò per due giorni il porto giapponese di Nagoya.






































































