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Primi problemi per l’autotrasporto dopo la Brexit

Anche se nei primi giorni del 2021 in cui è entrata concretamente in vigore l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non si sono registrati ingordi sulle due coste della Manica, sono comunque emersi i primi problemi per gli autotrasportatori. Li ha rilevati l'associazione britannica dell’autotrasporto Road Haulage Association, che in una nota diffusa l’8 gennaio ha evidenziato cinque punti critici importanti, proponendo anche una soluzione. Ricordiamo che i veicoli industriali diretti in Francia quando sbarcano a Calais hanno due corsie: quella definita “verde” dove sono indirizzati i camion completamente in regola con le procedure di frontiera e che quindi una volta sbarcati a Calais potranno procedere senza interruzioni e quella “arancione” dove sono previsti ulteriori controlli, con conseguenti ritardi. Il primo problema riguarda i veicoli che nella dichiarazione di partenza della Common Transit Convention hanno in bianco la casella 51 (Ufficio di transito verso UE), cosa che comporta la deviazione del veicoli nella corsia arancione allo sbarco. Qua l’unica soluzione è compilare questa casella inserendo il corretto ufficio di transito.

Sempre per quanto riguarda la casella 51 della Common Transit Convention, può risultare un errore a causa del cambiamento del luogo di arrivo del camion e anche in questo caso il veicolo finisce nella corsia arancione. Ciò avviene spesso quando si cambia all’ultimo momento il porto tra Calais e Dunkerque. Finora l’unica soluzione è evitare di cambiare porto di destinazione in Francia. Molte segnalazioni alla RHA riguardano le merci che richiedono controlli sanitari o fitosanitari (indicate in Gran Bretagna con la sigla SPS). È la questione più delicata perché le verifiche appaiono rigorose, come dimostra il sequestro di alimenti, anche panini, scoperti dai doganieri europei nelle cabine dei camion proventi dalla Gran Bretagna. Se manca la notifica o pre-notifica Traces, i veicoli finiscono nella corsia arancione, quindi bisogna assicurarsi che ciò avvenga in modo corretto. Se all’ingresso nella UE l’autista non ha l’originale dell’Export Health Certificate, i doganieri possono fermare il veicolo fino alla ricezione del documento, con attese anche di giorni, oppure può essere respinto in Gran Bretagna. L’unica soluzione è fornire sempre all’autista l’originale, almeno fino a quando non sarà attivato un sistema digitale.

Sempre per le merci in regime SPS è necessario avere un riferimento nel porto o terminal ferroviario di arrivo in Francia per gestire i documenti. In molti casi, i committenti non abbiano tale figure e quindi il cambio resta fermo all’arrivo. La RHA segnala anche che c’è carenza di questi agenti. Quindi, l’autotrasportatore deve assicurarsi che ci sia un riferimento conosciuto sul posto prima d’imbarcare il veicolo.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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