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Offensiva ungherese contro modifiche all’autotrasporto internazionale


In una lettera inviata il 25 giugno 2018, il segretario generale dell'associazione ungherese degli autotrasportatori Nit invita i parlamentari europei del suo Paese a "proteggere gli interessi degli operatori ungheresi in modo indipendente dal partito politico o della corrente". La lettera si riferisce al primo Pacchetto Mobilità – quello che modifica le regole sui tempi di guida e di riposo, sul cabotaggio stradale e sul distacco internazionale degli autisti – che sarà votato dall'Europarlamento all'inizio di luglio. Nell'introduzione, la Nit ricorda che "dopo l'ingresso nell'Unione Europea, grazie all'alto livello dei propri servizi, gli operatori ungheresi hanno conquistato una significativa quota di mercato nell'autotrasporto dell'Europa occidentale. Questa quota di mercato disturba le società di trasporto degli altri Stati membri, che offrono gli stessi servizi a costi più alti, perdendo così quote di mercato".
L'associazione afferma che la battaglia sul primo Pacchetto Mobilità è di natura politica e l'autotrasporto ungherese "è sul punto di essere estromesso dal mercato europeo". Quindi, chiede ai suoi europarlamentari di "non permettere che l'autotrasporto internazionale rientri nell'ambito di applicazione della Direttiva sul distacco". La sua applicazione al trasporto stradale, conclude la lettera della Nit "rappresenta un significativo pericolo per un settore che produce il sei percento del Pil e impiega 110mila lavoratori. Impedite questo protezionismo dell'Europa occidentale e opponetevi all'estensione della Direttiva sul distacco al trasporto stradale e ferroviario".
Contemporaneamente, l'amministratore delegato della più grande azienda di autotrasporto ungherese, la Waberer's International, ha rilasciato un'intervista al giornale tedesco TransAktuell, dove nega di svolgere cabotaggio stradale in Europa e respinge l'accusa di praticare dumping sociale degli autisti. "I nostri concorrenti non sono le imprese di media dimensione, ma i colossi come DB Schenker, DHL, DSV e Kuehne + Nagel, che non possono competere con noi perché usano molto sub-appalto nell'autotrasporto", afferma Ferenc Lajkó. Egli sostiene anche che oggi non c'è una grande differenza tra le paghe dell'est e quelle dell'ovest, perché le prime sono cresciute a causa della mancanza di autisti: "Tre anni fa abbiamo aumentato le paghe del venti percento e oggi competiamo sulla produttività, sull'efficienza, sul fattore di carico e sull'economia di scala negli acquisti".

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