Un autoarticolato impiegato nel trasporto internazionale di merci è stato fermato all’interporto doganale di Trento con un sistema software manipolato per aggirare i controlli sulle emissioni e sul funzionamento dei dispositivi di bordo. Il controllo è avvenuto la mattina di sabato 7 marzo 2026 durante un’attività di verifica sui mezzi pesanti svolta dalla Polizia Locale Trento–Monte Bondone nell’area dell’interporto. Il veicolo immatricolato in Lettonia è stato sottoposto a controlli tecnici che hanno permesso agli agenti di individuare una manipolazione definita “sofisticata” della centralina elettronica, progettata per eludere le verifiche sui sistemi antinquinamento e sulle condizioni tecniche del mezzo.
La manomissione è stata individuata grazie a una nuova strategia di controllo sviluppata nelle ultime settimane dal corpo di Polizia Locale. Gli agenti hanno usato strumenti che possono analizzare in tempo reale i dati trasmessi dalla rete elettronica del veicolo, la cosiddetta rete Can Bus. Attraverso sistemi di registrazione e analisi dei parametri di funzionamento, una procedura indicata come data logging, è stato possibile verificare il comportamento dei sistemi di bordo e individuare anomalie riconducibili a una manipolazione del software. L’analisi dei dati della centralina ha quindi permesso di ricostruire la presenza del sistema alterato, che simulava parametri di funzionamento regolari pur nascondendo irregolarità nei dispositivi di controllo delle emissioni.
Al conducente e all’impresa di autotrasporto lettone sono state contestate diverse violazioni del Codice della Strada relative alla manomissione delle caratteristiche tecniche e dei dispositivi antinquinamento del veicolo. Inoltre è stata contestata la violazione delle condizioni previste dalla licenza comunitaria di trasporto internazionale, che obbliga le imprese a rispettare le normative tecniche e ambientali vigenti negli Stati membri in cui operano. Le sanzioni sono state immediate. L’azienda ha pagato sul posto una sanzione amministrativa di 4.130 euro, mentre l’autoarticolato è stato sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi in un deposito sul territorio italiano.
Il caso del camion lettone si inserisce in una più ampia campagna di controlli ambientali avviata dalla Polizia Locale di Trento nei primi mesi del 2026. Le verifiche sono rivolte in particolare ai veicoli industriali che attraversano il nodo logistico dell’interporto e le principali direttrici del traffico merci internazionale. In una recente giornata di controlli, ad esempio, sono stati ispezionati 25 autoarticolati. Di questi, tre mezzi stranieri sono risultati irregolari: due presentavano problemi al sistema Scr, il dispositivo che riduce le emissioni di ossidi di azoto nei motori diesel, mentre il terzo mostrava emissioni elevate a causa di una manomissione della centralina.
Le attività di verifica svolte a Trento hanno anche una dimensione di ricerca applicata. Alcune sessioni di controllo sono state realizzate con la partecipazione dei ricercatori dell’unità “Sustainable, smart & safe mobility” del Centro comune di ricerca della Commissione Europea. L’obiettivo è effettuare misurazioni sperimentali sugli ossidi di azoto e sul numero di particelle emesse dai veicoli pesanti, dati utili nel processo di revisione della direttiva europea sui controlli tecnici su strada. In questo contesto la città di Trento viene utilizzata come banco di prova per nuove metodologie di controllo sulle emissioni dei mezzi pesanti, combinando strumenti di diagnostica elettronica con misurazioni dirette degli inquinanti. Dall’inizio del 2026, la Polizia locale ha già sanzionato dodici veicoli per emissioni irregolari o manipolazioni dei sistemi antinquinamento.
Quest’ultimo episodio mostra l’evoluzione delle tecniche utilizzate nei controlli sui veicoli industriali. Se in passato le verifiche si basavano soprattutto su controlli visivi o su test delle emissioni allo scarico, oggi gli strumenti di analisi dei dati elettronici consentono di esaminare direttamente il funzionamento dei sistemi di bordo e di individuare alterazioni progettate per eludere le verifiche. L’uso della diagnostica di bordo e della lettura dei dati della rete Can Bus permette infatti di confrontare i parametri reali del veicolo con quelli dichiarati dal sistema elettronico.
P.R.





































































