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L’autotrasporto nel caos dei provvedimenti contro il coronavirus

I problemi connessi alla mancanza di una strategia nazionale su come affrontare le epidemie emergono in modo sempre più evidente fin dai primi giorni che seguono la chiusura delle due aree in Lombardia e Piemonte ritenute focolai dell'epidemia di Covid-19. Lo denunciano il 25 febbraio due associazioni di categoria. Trasportounito ha diffuso una nota in cui denuncia la “ totale confusione da parte di ciascun centro di carico e scarico, a seconda delle sensazioni dei responsabili e del personale” e l’imposizione agli autisti di veicoli industriali di non uscire dalla cabina nelle piattaforme, neppure per utilizzare i servizi igienici. Quindi, l’associazione chiede di “disciplinare un’uniformità di condotta sia rispetto al tipo di zona di rischio o meno in cui si opera, sia in relazione agli accorgimenti ed ai dispositivi di sicurezza di cui devono dotarsi i conducenti”.

Assotir pone invece in evidenza le diverse misure di limitazione alla circolazione dei veicoli industriali adottate in diverse Regioni o addirittura Comuni, “che hanno solo l’effetto di creare preoccupazione e si rivelano del tutto impossibili da mettere in pratica”. Alle imprese di autotrasporto, Assotir consiglia di consultare le pagine web delle singole Prefetture nel caso i veicoli debbano transitare o svolgere servizi in località comprese in aree chiuse all’ingresso e all’uscita di persone e automezzi, per verificare se è possibile ottenere deroghe o se viceversa è necessario annullare il viaggio. Per gli autisti, Assotir ritiene “assolutamente ragionevoli” adottare precauzioni individuali, “soprattutto quelle, come la mascherina, che tendono ad impedire di inalare il virus eventualmente diffuso tramite tosse o starnuti”.

Un esempio dell’irrazionalità di alcuni provvedimenti viene da Claudio Fraconti, presidente di Fai Conftrasporto per le Provincie di Milano, Lodi e Monza Brianza, che racconta a TrasportoEuropa il caso di un autista di un’azienda campana che stava tornado da un trasporto nell’area di Milano (fuori dal focolaio del lodigiano dove è vietato l’ingresso e l’uscita di persone e veicoli) cui è stato imposta la quarantena nella sua abitazione. Un provvedimento imposto a livello locale senza legittimità e soprattutto senza alcuna logica, se non la psicosi dell’epidemia.

La sera del 25 febbraio si svolgerà una riunione tra il Governo e le forze sociali che dovrebbe affrontare le ricadute economiche che il Covid-19 sta causando, così da adottare i provvedimenti per sostenere lavoratori e imprese che devono affrontare sospensioni o riduzioni forzate del lavoro.

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