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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • La Golden Week frena i noli container

    La Golden Week frena i noli container

    Il World Container Index di Drewry scende del 2% a 4.351 dollari per feu, trascinato dal calo sul transpacifico e sull'Asia-Europa durante le festività cinesi. Sulla rotta verso il Nord Europa i noli container arretrano per la tredicesima settimana consecutiva, mentre Genova resta stabile.

    La strategia del ricorso contro il Pacchetto Mobilità UE

    Nonostante il parziale accoglimento delle richieste avanzate dalle associazioni di trasportatori, l’applicazione del Pacchetto Mobilità dell’UE sull’autotrasporto internazionale si sta rivelando molto complicata e, oltre ai controlli e alle sanzioni, in Europa sono aumentati anche i sistematici contenziosi legali intrapresi dalle società di trasporto. Le multe non vengono più vissute come uno strumento di deterrenza ma come un passaggio preliminare verso il tribunale o, più semplicemente, come un rischio calcolato al punto che molte imprese di autotrasporto, oggi, preferiscono difendersi davanti a un giudice piuttosto che rispettare le regole. L’ultimo esempio balzato agli onori della cronaca in Francia ne è la prova lampante.

    Il caso riguarda una società spagnola multata per 4.000 euro dopo che un autista ucraino aveva trascorso 57 giorni consecutivi fuori dal Paese senza un rientro documentato. Il Pacchetto Mobilità impone alle aziende di trasporto di organizzare il rientro dei conducenti alla loro residenza o alla base ogni quattro settimane per adempiere al riposo settimanale, vietando espressamente di trascorrerlo in cabina. La sanzione inflitta dalla Dreal è stata impugnata davanti al Tribunale di Foix, cittadina a circa 90 chilometri a sud di Tolosa, sulla base di un cavillo che si presta a diverse interpretazioni. Il testo della normativa , di fatto, non impone al datore di lavoro di garantire il rientro dell’autista ma solo di dimostrare di averlo offerto. Una differenza sottile, ma decisiva.

    Questa ambiguità è stata riconosciuta apertamente dagli stessi ispettori delle Dreal in un’intervista rilasciata al portale francese Les Routiers: “Il testo del Pacchetto Mobilità lascia spazio a diverse interpretazioni, molte multe sono state annullate. L’azienda deve solo dimostrare di aver predisposto misure per consentire il rientro”. In questo contesto, anche un semplice Sms in cui l’autista rifiuta di rientrare può essere utilizzato dall’azienda come argomento difensivo in tribunale. In casi simili, dimostrare che il datore di lavoro stia esercitando pressioni indebite sull’autista diventa estremamente difficile per gli ispettori e, di conseguenza, molte sanzioni sono annullate.

    Secondo gli ispettori delle Dreal, la presentazione sistematica dei ricorsi si è diffusa soprattutto tra i quei trasportatori che basano il proprio modello operativo su lunghi periodi di permanenza degli autisti in cabina e su una pressione costante sulla produttività. Queste aziende, spiegano gli agenti, impugnano quasi automaticamente ogni sanzione, affidandosi a studi legali specializzati o a specialisti interni pur continuando ad operare nell’illegalità. Rafforzare i propri dipartimenti legali, assumere consulenti e coordinare ricorsi rappresenta infatti per le aziende una voce chiare e facilmente preventivabile a bilancio, a differenza dell’aumento dei costi operativi necessari per rispettare pienamente il Pacchetto Mobilità.

    Più rientri, più chilometri e più carburante utilizzato, maggior usure dei mezzi, più cambi di autista e mezzi meno produttivi incidono infatti in maniera consistente sui margini mentre una causa legale viene considerata come un rischio calcolato e preventivato. Il Pacchetto Mobilità rischia così di trasformarsi da strumento di tutela sociale a campo di battaglia giuridico, dove a vincere non è chi applica meglio la norma ma chi riesce ad interpretarne meglio le ambiguità garantendosi un vantaggio competitivo rispetto a quei concorrenti che, invece, lavora rispettando le norme europee.

    Marco Martinelli

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