L’International Road Transport Union ha chiesto il 24 marzo 2026 ai ministri dei Trasporti dell’Unione europea un intervento immediato e coordinato per affrontare la crisi del mercato dei carburanti che sta colpendo il trasporto stradale. In una lettera indirizzata ai Governi, l’organizzazione evidenzia come le attuali tensioni su prezzi e approvvigionamenti stiano già producendo effetti operativi concreti lungo le principali direttrici europee, con rischi crescenti per la continuità dei servizi logistici. Secondo l’Iru, dall’inizio della crisi i prezzi dei carburanti per il trasporto su strada sono aumentati tra il 30% e il 35%, con un impatto diretto su un comparto che conta oltre un milione di operatori, in larga parte piccole e medie imprese. Il settore presenta una forte esposizione ai costi energetici: il carburante rappresenta circa un terzo dei costi operativi, mentre i margini delle imprese si collocano tra l’1% e il 3%, rendendo difficile assorbire aumenti improvvisi.
La direttrice europea dell’Iru, Raluca Marian, sottolinea nella comunicazione che il trasporto stradale è un elemento indispensabile per l’economia e la società europea, ma al tempo stesso altamente vulnerabile agli shock dei prezzi energetici. In assenza di un’azione rapida e coordinata, il rischio è una compromissione delle catene di approvvigionamento e della mobilità delle persone in tutta l’Unione. I dati evidenziano anche la dimensione strutturale del problema: i veicoli industriali consumano circa 6,8 miliardi di litri di gasolio al mese nell’Unione Europea, amplificando gli effetti di qualsiasi squilibrio tra domanda e offerta. In questo contesto, Iru segnala l’emergere di distorsioni lungo i corridoi di trasporto, tra cui ritardi nelle consegne, accesso limitato ai rifornimenti e squilibri tra Paesi confinanti.
Tra i fenomeni osservati vi è il cosiddetto “turismo del pieno”, ovvero lo spostamento dei veicoli verso aree con prezzi più bassi, che contribuisce ad aggravare le carenze locali e a indebolire le misure di sostegno adottate a livello nazionale. La natura transfrontaliera delle operazioni di trasporto rende inoltre inefficaci risposte non coordinate, con il rischio di frammentare ulteriormente il mercato interno europeo.
Per affrontare la situazione, Iru propone la convocazione urgente di un Consiglio dei Trasporti dell’Unione europea, con l’obiettivo di definire misure comuni. Tra le possibilità indicate ci sono un piano di emergenza per garantire i flussi logistici essenziali e la mobilità, interventi per gestire picchi improvvisi della domanda e criticità transfrontaliere, un quadro europeo di sostegno in crisi con l’innalzamento delle soglie di aiuti di Stato “de minimis” e la creazione di un fondo dedicato alle imprese in difficoltà.


































































