Il prezzo medio nazionale alla pompa del gasolio diffuso dal ministero delle Imprese il 25 marzo 2026 è di 2,03 euro al litro, con punte nella Provincia autonoma di Bolzano (2,063 euro al litro) e in Valle d’Aosta (2,057 euro al litro). La riduzione temporanea dell’accisa di 25 centesimi ha contenuto l’impatto sull’autotrasporto, ma l’altra misura prevista dal Governo, ossia un controllo sulla speculazione, non sembra portare effetti concreti. Così il gasolio resta inchiodato intorno ai due euro al litro, mentre gli autotrasportatori aspettano il Decreto che dovrebbe permettere loro d’incassare il credito d’imposta (per il quale non si sa ancora chi potrà beneficiarne e in quale misura).
Intanto dal Golfo Persico non giungono segnali di un tregua e la gran parte delle petroliere non transita dallo Stretto di Hormuz. È facile prevedere che l’8 aprile 2026, quando scadrà la riduzione dell’accisa sul gasolio, la situazione non cambierà, anzi potrebbe solo peggiorare. E quindi si prospetta un drastico aumento se il Governo non rinnoverà il taglio dell’accisa. E se lo farà, dovrà reperire le risorse, visto che per l’attuale riduzione ha già rastrellato 417,4 milioni di euro (cui si aggiungono 110 milioni di euro per il credito d’imposta) con tagli lineari ad alcuni ministeri (tra cui 96,5 milioni dal ministero dei Trasporti e 86,03 milioni da quello della Salute).
Questa situazione ha messo in allarme Unatras, che il 24 marzo 2026 ha diffuso una nota ritiene “insufficienti” le misure prese dal Governo. Un cambio di marcia rispetto a soli cinque giorni prima, quando l’unione delle sigle dell’autotrasporto dichiarò che i provvedimenti del Governo producevano “tre effetti concreti”: credito d’imposta, riduzione del prezzo alla pompa e vigilanza contro possibili speculazioni. Ora, pur apprezzando la consultazione del ministero dei Trasporti e le “misure tempestive”, chiede “con maggiore forza interventi che diano una risposta certa al tema della crisi di liquidità per le imprese di autotrasporto, che fino ad ora non si sono verificati”.
Unatras si scaglia in particolare contro la speculazione che “anche questa volta l’ha fatta da padrone!”. L’unione precisa che “gli annunci dell’Esecutivo sono serviti a poco, se non a nulla, e migliaia di imprese ne stanno pagando le conseguenze. Se il Governo non darà attuazione certa ad interventi sul rinvio dei versamenti fiscali e previdenziali e non disporrà l’utilizzo immediato del credito di imposta, derivante dal rimborso della accisa, consentendo l’utilizzo immediato del credito di imposta, il rischio evidente è quello di innescare iniziative che producano la sospensione dei servizi di autotrasporto e momenti di forte tensione”.
Unatras chiarisce che “non sta chiedendo risorse aggiuntive”, ma “la possibilità di ottenere l’utilizzo di misure emergenziali e temporanee che diano alle imprese la certezza del recupero di liquidità per far fronte alle maggiori spese per gli acquisti di gasolio”, ammonendo che “il Governo deve prendere coscienza che la mancanza di risposte alle misure richieste rischia di dare spazio a proteste spontanee causate dall’esasperazione degli operatori in difficoltà, che potrebbero sfociare in situazioni di forte tensione”.

































































