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Come l’Unione raffredda il cabotaggio stradale

La riforma del cabotaggio stradale è stata una delle parti del Primo Pacchetto Mobilità più contese tra Paesi orientali e occidentali. I primi chiedevano più libertà d’azione, i secondi volevano mantenere le regole attuali, se non addirittura restringerle. Il testo approvato in via definitiva dal Parlamento l’8 luglio 2020 sembra pendere dalla parte occidentale, perché non ha modificato le regole di base, aggiungendone una che rende un po’ più complicato il “cabotaggio seriale”.

Quindi restano le attuali condizioni, ossia che il veicolo deve entrare nello Stato in cui svolgerà il cabotaggio carico con una spedizione internazionale e che non può svolgere più di tre viaggi nazionali in una settimana, per poi uscire dal Paese. L’Unione Europea ha però posto una condizione supplementare, denominata “periodo di raffreddamento”: quando il veicolo uscirà da un Paese dove ha compiuto le attività di cabotaggio non può tornarvi prima di quattro giorni.

Perché è stata introdotta questa condizione? Perché alcuni autotrasportatori praticano il cabotaggio seriale in un Paese tornandovi più volte. Ciò vale soprattutto per i Paesi considerati più ricchi dal punto di vista del numero dei trasporti e delle tariffe, come Francia e Germania. Non è un caso che nella prima praticano il cabotaggio molti spagnoli e nella seconda molti polacchi. Per farlo basta uscire dal Paese e in quello confinante caricare una spedizione internazionale così da potervi rientrare in breve tempo e con pochi costi e iniziare così un altro ciclo di cabotaggio. Il periodo di raffreddamento costringerà i veicoli almeno a cambiare Paese dove svolgere il cabotaggio.

Il controllo della regolarità del cabotaggio dovrà però comprendere anche uno strumento per verificare quando e come il camion ha passato una frontiera e per tale motivo il Primo Pacchetto Mobilità prevede una nuova generazione di cronotachigrafo, che potrà memorizzare la posizione e il tempo di ogni passaggio di frontiera in modo automatico e identificare le località di carico e scarico. Questo cronotachigrafo sarà introdotto in tre tempi: entro il 2023 dovranno montarlo tutti i veicoli industriali di prima immatricolazione, entro il 2024 quelli che già montano un cronotachigrafo analogico o digitale di prima generazione ed entro il 2025 quelli che montano la seconda generazione di cronotachigrafo digitale (quella attualmente in vigore). Nel frattempo, il Pacchetto impone all’autista d’inserire manualmente il cambio di frontiera nella prima area di sosta disponibile.

Un’altra vittoria dei Paesi occidentali riguarda il contrasto alla concorrenza nel trasporto internazionale e al cabotaggio nazionale attuata con veicoli commerciali che hanno una massa complessiva fino a 3,5 tonnellate. Oggi questi veicoli possono liberamente viaggiare in tutta Europa senza rispettare le regole sui tempi di guida e di riposo e quelle sul cabotaggio perché non montano il cronotachigrafo. Il Primo Pacchetto Mobilità impone che entro la metà del 2026 i veicoli con massa complessiva compresa tra 2,5 e 3,5 tonnellate che svolgono un trasporto internazionale dovranno montare il cronotachigrafo e, ovviamente, rispettare le norme sui tempi di guida e di riposo.

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