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Sindacalista investito alla Gls, le richieste al processo


Il processo contro l'autista dell'autoarticolato che il 14 settembre 2016 investì, uccidendolo, Abd el Salam davanti ai cancelli della Gls di Piacenza è arrivato alle battute finali, con le richieste del pubblico ministero e della difesa. Il primo ha chiesto una condanna a otto mesi, la seconda l'assoluzione. La vicenda è piuttosto complessa, perché il facchino egiziano stava partecipando a una manifestazione organizzata dal sindacato di base Usb davanti alla piattaforma logistica del corriere, nell'ambito di una vertenza contro la Gls. Sull'accaduto le versioni differiscono. Il sindacato ha parlato di "omicidio" perché ritiene che l'autista sia stato indotto a uscire dalla piattaforma, nonostante i manifestanti che la presidiavano, da un dirigente del corriere (e sulla questione è in corso un processo per diffamazione), mentre i difensori dell'autista ritengono che egli non abbia visto il manifestante, che si sarebbe "lanciato" contro il camion, anche perché l'evento è avvenuto di notte.
Secondo il quotidiano Il Piacenza, nella sua requisitoria, il pubblico ministero Emilio Pisante ha affermato che l'area dove Abd el Salam è stato investito era bene illuminata e l'autista avrebbe dovuto procedere con prudenza, sapendo che nella zona c'erano i manifestanti. Ha quindi chiesto la condanna, però con le attenuanti perché ci sarebbe una corresponsabilità da parte dell'investito che si è messo davanti al camion con l'intento di fermarlo. La tesi dell'imprudenza dell'autista è sostenuta anche dagli avvocati della parti civili (che rappresentano i famigliari della vittima e il sindacato Usb). A sostegno di questa tesi spiegano che sul parabrezza del camion c'erano degli adesivi che limitavano la vista nella parte inferiore e che la situazione richiedeva una particolare attenzione.
La difesa dell'autista ha invece chiesto l'assoluzione perché le telecamere mostrano che sul posto la situazione era calma e le testimonianze contro l'imputato sono contraddittorie. Secondo i difensori, il conducente ha visto il sit-in sul marciapiede ma non poteva prevedere che un manifestante si sarebbe parato davanti al camion. Inoltre, il camionista guida da oltre vent'anni e non ha mai avuto un incidente, segno che è esperto e prudente. Al termine delle requisitorie, il giudice Gianandrea Bussi ha rinviato il processo a marzo, quando dovrebbe emettere la sentenza.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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