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    Regno Unito minaccia di anticipare la Brexit

    A meno di due mesi dall’uscita ufficiale del regno Unito dall’Unione Europea e alla vigilia dei negoziati per gli accordi in diversi settori, tra cui il trasporto, Londra minaccia che di ridurre la fase transitoria di sei mesi se nelle prossime settimane non avverranno “buoni progressi”.

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Rallenta la crescita del cargo aereo a marzo 2018


Il cargo aereo resta positivo, ma mostra segni di stanchezza e a marzo 2018 segna la percentuale d'incremento annuale più bassa degli ultimi ventidue mesi: solo l'1,7%, cinque punti meno rispetto a febbraio. Secondo la Iata, questo rallentamento è causato dalla fine di un ciclo di rifornimento dei magazzini (restocking), durante il quale le imprese di produzione e vendita hanno dovuto riempire gli scaffali rapidamente per affrontare una domanda elevata e ora devono svuotarli anche a causa del rallentamento del commercio globale. " È normale che in questa situazione il cargo aereo rallenti", spiega Alexandre de Juniac, presidente e Ceo della Iata. "Guardando al futuro, restiamo ottimisti sulla crescita domanda di trasporto aereo, che dovrebbe attestarsi sul 4-5% alla fine di quest'anno, ma ci sono venti contrari. La crescita economica è frammentaria, ma il danno maggiore potrebbe essere politico, come l'attuazione di misure protezionistiche da parte di Stati Uniti e Cina".
A livello regionale, il traffico in Africa è calato a marzo del 3,4%, ma bisogna considerare che nello stesso mese del 2016 era aumentato in modo rilevante. I vettori di questo continente mantengono comunque un buon ritmo di crescita: +17% negli ultimi diciotto mesi, quindi è prematuro parlare di tendenza negativa. Le altre regioni sono tutte in crescita,a anche se in misura diversa. Quasi stabile (+0,7%) e l'Asia Pacifico, che soffre della riduzione dell'export di Giappone e Corea e resta esposta a eventuali dazi degli Stati Uniti. Sotto l'unità (+0,8%) è anche la crescita dei vettori del Medio-Oriente, valore coerente con il generale indebolimento delle prestazioni economiche della regione.
L'Europa raggiunge l'uno percento, un risultato non eclatante penalizzato dall'euro forte e dal rallentamento delle esportazioni tedesche. Va meglio l'America settentrionale, con una crescita del 3,9% e quella Latina cresce addirittura a doppia cifra (+15,5%), grazie alla ripresa del Brasile.

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