Un avviso tecnico diffuso da Boeing nel 2011 è entrato al centro dell’indagine sull’incidente che nel novembre 2025 coinvolse un aereo cargo di Ups all’aeroporto internazionale Muhammad Ali di Louisville, negli Stati Uniti, che causò la morte di 14 persone (tra cui i tre membri dell’equipaggio). Secondo quanto riportato da Bloomberg, il National Transportation Safety Board sta valutando se e come quelle indicazioni siano state recepite nei programmi di manutenzione e nei manuali operativi del costruttore e dell’operatore.
Il richiamo risale al febbraio 2011, quando Boeing inviò una comunicazione di servizio (service letter) agli operatori del McDonnell Douglas Md-11 segnalando quattro precedenti cedimenti, avvenuti su tre velivoli diversi, di un componente noto come “spherical bearing race”. Si tratta di una parte strutturale dell’attacco del motore, progettata per assorbire carichi elevati e vibrazioni. La comunicazione indicava che l’ispezione del componente sarebbe stata compresa nei controlli di una struttura che assicura il motore alla fusoliera.
L’aereo coinvolto nell’incidente di Louisville, un MD-11F destinato esclusivamente al trasporto merci, perse il motore sinistro durante la fase di decollo dall’hub principale di Ups. Secondo il rapporto preliminare, il velivolo non avrebbe superato i 30 piedi di quota prima di precipitare. Le immagini dell’incidente mostrano chiaramente il distacco del motore e del pilone, proiettati in aria in una palla di fuoco subito dopo il decollo.
Il Ntsb ha riferito di aver riscontrato cricche da fatica in diverse sezioni della struttura che fissava la turbina, un elemento che rafforza il collegamento con il richiamo tecnico del 2011. In un aggiornamento intermedio, diffuso in modo inusuale tra il rapporto preliminare e quello finale, l’agenzia ha spiegato di stare esaminando come le istruzioni di ispezione siano state integrate nella documentazione di manutenzione Boeing e nella loro applicazione da parte di Ups. Sono inoltre in corso verifiche sulla corrispondenza intercorsa all’epoca tra Boeing e la Federal Aviation Administration.
All’epoca del richiamo, Boeing stabilì che il problema “non avrebbe comportato una condizione di sicurezza del volo”, ritenendo quindi che non rappresentasse un rischio immediato per l’integrità dell’aeromobile. Secondo Bloomberg, il Ntsb sta ora valutando se tale valutazione e l’enfasi attribuita al problema siano state adeguate. Jeff Guzzetti, ex responsabile delle indagini sugli incidenti per la Faa, ha dichiarato che l’agenzia sta verificando sia l’operato di Ups rispetto alle informazioni ricevute, sia il ruolo di Boeing e dell’Autorità di regolazione nel dare il giusto peso alle evidenze emerse nel 2011.
Dopo l’incidente, la Federal Aviation Administration ha disposto la messa a terra di tutti i MD-11F Freighter in attesa d’ispezioni e azioni correttive da parte degli operatori. Successivamente, la direttiva è stata estesa anche ad altri aeromobili con configurazioni di pilone motore simili. Boeing e Ups, interpellate da Bloomberg, hanno confermato il supporto all’indagine del Ntsb senza commentare nel merito degli ultimi sviluppi, sottolineando il ruolo formale di Ups come parte coinvolta nell’inchiesta. Il MD-11 è fuori produzione da tempo e oggi viene utilizzato solamente nel trasporto merci.

































































