La portacontainer Panstar Acro è rientrata a Busan l'11 ottobre 2026 dopo 50 giorni di viaggio tra la Corea del Sud e l'Europa lungo la rotta artica. È il primo viaggio di andata e ritorno compiuto da una portacontainer di un armatore sudcoreano, con scali a Felixstowe, Rotterdam e Danzica, ma il ritorno è avvenuto con soli container vuoti. Il viaggio, sperimentale, rientra in un progetto pilota del Governo di Seul promosso dal ministero degli Oceani e della Pesca insieme a Korea Ocean Business Corporation e Korea Shipping Association e Panstar Line fu scelta a maggio con un bando pubblico. La nave, da 2.758 teu, era salpata da Busan il 22 agosto con 737 teu pieni con prodotti chimici, auto usate e ricambi, spediti da 85 caricatori. Sommando un altro centinaio di container vuoti, il ministero indicava 837 teu complessivi, pari a circa il 30% della capacità della nave.
Dopo l'uscita dalle acque della rotta a Capo Zhelaniya il 6 settembre, la Panstar Acro è approdata a Felixstowe l'11 settembre, al termine di un viaggio lungo 7.577 miglia nautiche compiuto in circa venti giorni e sette ore. Ha poi toccato Rotterdam, dove è rimasta dal 13 al 15 settembre, e Danzica il 17 settembre, mentre lo scalo ad Amburgo, previsto inizialmente, è saltato. La fase europea è durata sette giorni e cinque ore, con 1.148 miglia percorse tra un porto e l'altro. Da Danzica la nave è ripartita il 19 settembre con 1.743 teu di container vuoti e senza merci d'importazione. Il presidente coreano Lee Jae Myung ha riconosciuto che trovare carico di ritorno dopo lo scarico in Europa resta una sfida, aggiungendo che concentrare maggiori volumi sulla rotta e acquisire esperienza potrebbe ridurre i costi e rendere il servizio più affidabile. I due attraversamenti della rotta artica, entrambi senza assistenza di rompighiaccio, hanno avuto velocità medie quasi identiche: 2.320 miglia in circa sei giorni e nove ore a 15,1 nodi verso ovest e 2.115 miglia in circa cinque giorni e ventuno ore a 15 nodi verso est.
Sulla Rotta artica la navigazione richiede l'autorizzazione russa e l'accesso alla scorta dei rompighiaccio passa dall'operatore nucleare statale Rosatomflot, soggetto alle sanzioni occidentali. Prima della partenza Seul consultò Mosca sul viaggio, anche sull'eventuale aiuto in caso di blocco nel ghiaccio, e alcuni esperti hanno indicato il rischio di violare le sanzioni se la nave avesse usato servizi russi di navigazione e meteo a pagamento, pur di importo ridotto. A tale proposito, il presidente Lee ha assicurato che la Corea del Sud rispetterà rigorosamente le norme internazionali e i principi delle sanzioni, ma in una riunione di Governo ha definito la rotta una priorità per l'interesse nazionale, aggiungendo che la diplomazia deve proseguire anche con gli avversari.
Seul prevede altri viaggi sperimentali nel 2027, con portacontainer e navi per il trasporto di auto, per giungere a un servizio regolare entro il 2030. Secondo il ministro sudcoreano degli Oceani e della Pesca, la rotta potrebbe raggiungere la sostenibilità economica soltanto intorno al 2040. Il 28 ottobre, durante una visita della Camera di Commercio di Busan, Panstar ha presentato cinque richieste. Il presidente del gruppo, Kim Hyeon-gyeom, ha osservato che aprire una rotta è alla portata di un armatore, mentre mantenerla dipende da infrastrutture portuali e merci. L'azienda chiede un terminal dedicato alla rotta artica a Busan, con incentivi al transhipment, un organismo dei caricatori con incentivi per chi usa la rotta, più sostegno ai costi di produzione dei container, aiuto per assicurarsi hub logistici in Europa e la copertura dei costi delle quote di emissioni e degli standard sui combustibili previsti dalle norme europee.
Antonio Illariuzzi





































































