Le metropolitane su gomma di Parigi, Tokyo e Città del Messico hanno un elemento in comune: viaggiano su pneumatici prodotti in Piemonte. Lo stabilimento Michelin di Alessandria è infatti l'unico del gruppo a fabbricarli, ma la sua attività principale è un'altra: lo pneumatico per autocarro. Il sito piemontese ha celebrato il 16 settembre 2026 i 55 anni di attività con una cerimonia aperta da Agostino Mazzocchi, presidente e amministratore delegato di Michelin Italiana, e affidata poi al direttore dello stabilimento, Francesco Pepe. L'anniversario rientra nelle iniziative per i 120 anni di presenza di Michelin in Italia, dove il Gruppo ha investito oltre 430 milioni di euro negli ultimi cinque anni.
La fabbrica di Alessandria impiega 950 persone su una superficie di circa 470mila metri quadrati e offre una capacità produttiva di 1,2 milioni di pneumatici l'anno. Accanto alla gamma autocarro e alle coperture per metropolitana escono dalle linee anche prodotti di grandi dimensioni per il movimento terra, il genio civile e i mezzi agricoli. Il 60% della produzione resta in Italia e in Europa, il restante 40% raggiunge gli altri mercati mondiali: "È un dato molto rilevante in un contesto in cui le aziende delocalizzano", ha sottolineato Pepe. L’impianto serve sia il mercato del ricambio sia il primo equipaggiamento, cioè i costruttori di camion, semirimorchi, gru, mezzi da cava e veicoli speciali. Per le imprese di autotrasporto, il riferimento è il modello Multivite, che Mazzocchi ha indicato come il cuore dell'attività di Alessandria: pneumatici progettati per essere riscolpiti e ricostruiti, così da allungarne la vita utile. "È un approccio che contribuisce a ridurre il costo totale di utilizzo per le aziende di trasporto e, allo stesso tempo, a contenere il consumo di risorse e le emissioni di CO2", ha spiegato il presidente di Michelin Italiana.
Oltre alle linee produttive, lo stabilimento ha un centro di ricerca che opera in sintonia con quello del gruppo, nella sede di Clermont-Ferrand, per validare nuovi materiali e nuove coperture prima dell'industrializzazione. Uno dei risultati è la tecnologia Infinicoil, nata proprio ad Alessandria e ora prodotta nel sito. Pepe afferma che "permette di ridurre i consumi in utilizzo e l'usura del pneumatico". Il secondo esempio portato dal direttore sui prodotti sviluppati in Piemonte è una dimensione specifica dello pneumatico Michelin X-Crane 2, destinato alle autogrù semoventi. Ha spiegato che il mercato chiedeva una copertura capace di sostenere carichi elevati in un impiego per cui il pneumatico da autocarro non bastava più e nessuna dimensione esistente rispondeva a quell'esigenza. Quando il gruppo ha deciso di entrare in quel segmento ha affidato ad Alessandria sviluppo, industrializzazione e produzione.
L'innovazione riguarda anche i processi, compresi quelli d’intralogistica. Tra tutti i siti del gruppo, Alessandria è stata scelta come pilota per introdurre i carrelli a guida autonoma in un reparto industriale, una tecnologia che dopo avere superato la fase di prova oggi opera nel reparto di preparazione ed è pronta per essere estesa agli altri stabilimenti Michelin. Pepe ha insistito sulle ricadute organizzative di questa innovazione: "Quando parliamo di automazione, digitalizzazione e tecnologia non stiamo parlando di sostituzione delle persone, ma di supporto e di affiancamento". Così, gli operatori che guidavano i carrelli elevatori si occupano ora del miglioramento dei flussi, della manutenzione dei sistemi automatici e del loro controllo attraverso applicazioni digitali.
A questa riqualificazione corrisponde un’intensa attività di formazione, con oltre 70mila ore erogate nel 2025. Il sito è stato anche pilota, tra gli ottanta stabilimenti industriali del Gruppo, del progetto Employee Experience. Questo progetto affida a gruppi di lavoro misti per reparto, funzione e livello di responsabilità la progettazione di soluzioni ai problemi segnalati dagli stessi dipendenti. È stato cambiato anche l’arredamento, con nuovi spogliatoi, aree di pausa, servizi, uffici e sale riunioni, mentre a maggio è stata inaugurata la nuova guardiania.
Il terzo pilastro indicato da Pepe è la flessibilità, ambito nel quale il sito è considerato dal gruppo il riferimento mondiale. Il direttore ha descritto un mercato che alterna fasi diverse e può generare richieste improvvise di volumi o di mix produttivi particolari: "In alcuni casi ci viene chiesto di mettere in produzione dimensioni che non realizziamo da mesi, magari da qualche anno", ha raccontato. La risposta si regge su un portafoglio di gamme e dimensioni molto ampio, sulle competenze tecniche necessarie a gestirlo e su una serie di modalità organizzative alternative. Queste modalità consentono allo stabilimento di adattarsi rapidamente alle oscillazioni della domanda.
Alessandria si muove anche sul piano ambientale e al 31 dicembre 2025 il consumo d'acqua risultava ridotto del 64% rispetto al 2019, a fronte di un obiettivo complessivo del gruppo per il 2030 del 50%. "Il nostro territorio è ricco d'acqua, ma nei tempi a venire non sappiamo se sarà ancora così", ha commentato Pepe. Per energia e CO2, i cui obiettivi al 2030 hanno come base il 2010, il passaggio decisivo è arrivato a luglio 2026, quando lo stabilimento ha fermato la turbina a gas della centrale termica sostituendola con pompe di calore elettriche alimentate da energia elettrica certificata da fonti rinnovabili. Grazie a questo intervento, dal 1° gennaio 2027 Alessandria centrerà anche l’obiettivo 2030 su efficienza energetica ed emissioni, con tre anni di anticipo. Allo studio ci sono ora l'installazione di impianti fotovoltaici e l'approvvigionamento di biometano.
M.L.








































































