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    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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    Le rotte europee spingono i noli container

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    Una condanna in Norvegia per scarsa retribuzione degli autisti

    Immagine: TrasportoEuropa IA

    Da alcuni anni i Paesi della Scandinavia stanno colpendo con rigore i reati dell’autotrasporto, come il cabotaggio illegale e lo sfruttamento degli autisti. E non lo fanno solo aumentando le indagini e le sanzioni, ma anche con la certezza della pena. Il caso più recente riguarda Vladas Stončius jr, già amministratore delegato e presidente di Vlantana Norge, che il 18 agosto 2026 è stato condannato in Norvegia in primo grado (con possibilità di appello) a otto mesi di reclusione dal tribunale distrettuale di Romerike e Glåmdal, mentre i coimputato Ovidijus Grigalavicius è stato condannato a 120 giorni. Il motivo è aver retribuito gli autisti con paghe inferiore alle norme norvegesi.

    La contestazione riguarda circa duecento autisti, in larga parte lituani. Lavoravano per la società di autotrasporto Vlantana Norge, che iniziò a operare nel Paese nel 2012 e in pochi anni conquistò quote importanti nell’autotrasporto nazionale, prima di fallire nel 2020 quando erano già emerse le irregolarità retributive. La condanna si basa sulla differenza fra l'orario di lavoro dichiarato e quello effettivamente svolto. Gli autisti risultavano formalmente impiegati al 50 percento, oppure con giornate di circa quattro ore e mezza, mentre secondo quanto contestato dall’accusa lavoravano fino a dodici ore. I fogli-presenza realizzati su quei valori mostravano paghe orarie solo apparentemente in linea con il minimo obbligatorio, ma calcolate su una frazione delle ore realmente prestate.

    I giudici hanno usato diverse norme: la Legge sull'ambiente di lavoro e quella sull'estensione erga omnes dei minimi salariali contrattuali, in combinato disposto con il Codice Penale. Su questo impianto il tribunale ha ritenuto provato che Stončius jr. fosse consapevole che gli autisti lavorassero "regolarmente così tante ore da ricevere una paga oraria inferiore al salario minimo generalizzato". È l'elemento soggettivo che ha permesso di qualificare la vicenda come “furto di salario” e non come controversia interpretativa sulla tariffa applicabile. Sulla durata della pena ha inciso la durata del procedimento, perché il collegio giudicante ha considerato adeguata una reclusione di tredici mesi, poi ridotta di cinque per entrambi gli imputati proprio in ragione dei tempi processuali.

    La condanna penale s’innesta su un contenzioso civile che dura da anni e che aveva già affermato la responsabilità patrimoniale personale dell'ex presidente. Nel 2021 cinquantadue ex autisti ottennero una pronuncia favorevole, confermata nel grado successivo nel 2023: 13,4 milioni di corone norvegesi (circa 1,24 milioni di euro) di risarcimento, oltre a interessi, con spese processuali quantificate in 6,7 milioni di corone (circa 620mila euro). Questa condanna aggiunge poste civili accessorie di entità diversa e con un perimetro più ristretto. Stončius jr. dovrà versare circa 1,75 milioni di corone (circa 162mila euro), somma che comprende retribuzioni arretrate, interessi, spese legali e ulteriori voci di danno, cui si aggiunge una quota di arretrati e interessi riconosciuta a ventinove autisti che supera 650mila corone (circa 60mila euro).

    Nella motivazione della sentenza, i giudici hanno citato anche un indebito vantaggio concorrenziale, spiegando che un autotrasportatore che sostiene costi del lavoro inferiori a quelli legali pratica prezzi che gli operatori conformi non possono replicare. Su questa linea si è posta la Norges Lastebileier-Forbund, l'associazione degli autotrasportatori norvegesi, il cui presidente Tore Velten ha definito la sentenza "una vittoria importante per il trasporto responsabile" e il direttore generale Knut Gravråk ha parlato d’infrazione grave con conseguenze tangibili sulle condizioni di concorrenza.

    Vlantana Norge non coincide con l'attuale Vlantana lituana, la cui l'amministratrice delegata Sabina Chochrina ha dichiarato che la sua impresa non ha collegamenti diretti con Vlantana Norge, precisando che quest’ultima avrebbe fatto capo uno dei suoi azionisti.

    Pietro Rossoni

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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