Ben 23 milioni di litri di gasolio contraffatto, pronto per rifornire migliaia di veicoli, sono stati scoperti e sequestrati a luglio 2026 dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane in un deposito costiero della provincia di Livorno. Alle analisi, il carburante non era conforme ai parametri tecnico-giuridici previsti per il prodotto destinato all'autotrazione, per la presenza di una quantità eccessiva di acqua nei serbatoi campionati.
Il sequestro è arrivato al termine di una perquisizione disposta dal pubblico ministero per acquisire campioni di carburante da sottoporre ad analisi. Le analisi, svolte presso il laboratorio tecnico dell'Adm di Livorno, hanno confermato la non conformità del prodotto. Il deposito costiero livornese sarebbe stato individuato dal Nucleo di polizia economico-finanziaria come fornitore rilevante nell'ambito della ricostruzione della filiera commerciale di un carburante già sequestrato nelle settimane precedenti nella provincia di Siena. Il gasolio non conforme non è così entrato in circolazione sul mercato toscano, in una fase segnata dal rialzo dei prezzi dei carburanti. Un prodotto con l'eccesso di acqua rilevato dai tecnici avrebbe potuto, secondo gli accertamenti, alterare il funzionamento dei veicoli riforniti, oltre a configurare una frode in commercio ai danni di automobilisti e autotrasportatori.
Il procedimento penale, aperto per le ipotesi di reato di frode in commercio e sottrazione al pagamento delle accise, è diretto dalla Procura della Repubblica di Siena e si inserisce in un protocollo d'intesa tra Gdf e Adm finalizzato al contrasto delle irregolarità sul mercato dei carburanti. Sulla base di una mirata analisi di rischio, nel mese di maggio le fiamme gialle senesi e i funzionari dell'Adm, coordinati dalla Direzione territoriale Toscana e Umbria, avevano già controllato due depositi commerciali di oli minerali e un distributore stradale nella provincia di Siena, sequestrando complessivi 105mila litri di gasolio poi convalidati dall'Autorità giudiziaria; è stata proprio la ricostruzione della filiera di quel carburante a condurre gli investigatori fino al deposito di Livorno. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.






































































