All’inizio di luglio 2026, una petroliera è stata assaltata da un gruppo di pirati armati nel Golfo di Aden, circa 76 miglia nautiche a sud di Balhaf, in acque al largo dello Yemen controllate dal governo anti-Houthi. Gli uomini sono saliti a bordo dopo essersi avvicinati con una piccola imbarcazione sospetta, ma l'hanno abbandonata quando l'equipaggio si è rifugiato nella cittadella blindata della nave, come riferito da Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations). Al ritiro degli assalitori è seguito l'inseguimento di una seconda unità nella stessa area. I danni hanno interessato il ponte di comando e i compartimenti adiacenti, mentre l'equipaggio è rimasto illeso. Ukmto ha aperto un'indagine sull'episodio, raccomandando alle navi in transito la massima cautela e la segnalazione tempestiva di qualsiasi attività sospetta.
Questo episodio rientra in un'escalation della pirateria somala che non si registrava a questi livelli dal picco del 2011. Da fine aprile 2026 i pirati somali hanno attaccato e sequestrato navi a un ritmo elevato: Ukmto ha emesso quattro allerte nel Bacino somalo in aprile e otto nel Golfo di Aden tra maggio e giugno. Al momento della stesura dell'articolo del Long War Journal, i pirati somali detenevano tre navi sequestrate il 21 e il 26 aprile e il 2 maggio. L'International Maritime Bureau ha registrato 137 episodi di pirateria e violenza in mare nel 2025, contro i 116 dell'anno precedente, con un uso più frequente di armi da fuoco.









































































