Al Transpotec 2026 Chiggiato ha annunciato un nuovo ordine da duecento veicoli industriali Scania, che entreranno progressivamente in flotta nei prossimi due anni. L’operazione riguarda trattori stradali e motrici per allestimenti gran volume, tutti con motori diesel e rientra in un piano che combina rinnovo del parco mezzi e crescita della capacità. Questo lotto si aggiungerà ai duecento camion Scania che già operano per l’autotrasportatore veneto. L’amministratore delegato Luca Chiggiato ha precisato che settanta unità di questo nuovo ordine sostituiranno mezzi già in esercizio, mentre gli altri 130 aumenteranno la flotta. Al Transpotec è esposto un autotreno isotermico allestito da Ifac
Il rapporto tra Chiggiato e Scania è nato durante la pandemia del Covid, quando l’azienda veneta aveva avviato il rinnovo di una parte della flotta. Il primo accordo riguardava venti unità e da quel nucleo iniziale la collaborazione è cresciuta fino agli attuali duecento veicoli già operativi, ai quali si aggiungerà il nuovo ordine. Durante un incontro al Transpotec, l’imprenditore ha sottolineato il ruolo dell’assistenza, del supporto post vendita e della capacità d’intervenire quando il mezzo è inserito in cicli di lavoro continui. È in questo ambito che l’azienda ha costruito un collegamento quotidiano tra il proprio ufficio mezzi e la struttura Scania, lasciando alla rete del costruttore la gestione tecnica e della manutenzione.
Chiggiato sta potenziando anche la logistica, soprattutto per il comparto farmaceutico. Al luglio diventerà operativa una logistica da 20mila posti pallet, articolata in due fasce di temperatura: 15-25 °C e 2-8 °C. La struttura integrerà impianti fotovoltaici, sistemi di recupero energetico e baie di carico chiuse, pensate per evitare l’apertura delle porte dei mezzi verso l’esterno e ridurre il rischio di interruzioni nella catena del freddo. In questo comparto, Chiggiato svolge anche trasporti internazionali extracomunitari, come quelli di plasma umano per l’Iran, per i quali Ifac ha progettato speciali con tre gruppi frigoriferi, studiati per mantenere la stabilità termica anche in condizioni esterne estreme. Per la sicurezza, Chiggiato usa anche semirimorchi certificati Tapa e dotati di sistemi di allarme su pareti, tetto e porte posteriori, collegati a una centrale operativa attiva 24 ore su 24.





































































