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Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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    Assotir lancia l’allarme rosso sull’autotrasporto

    Il fermo dell’autotrasporto in corso nei porti siciliani dal 14 al 18 aprile 2026 è lo spunto che l’associazione Assotir considera il risultato diretto "delle conseguenze economiche scaturite dallo scoppio della guerra tra Usa-Israele e Iran". A quaranta giorni dall'inizio del conflitto, il prezzo del gasolio ha registrato aumenti fino a 50 centesimi al litro, secondo quanto dichiara da presidente nazionale Anna Vita Manigrasso in una nota diffusa il 15 aprile. Un rincaro che, da solo, sarebbe già sufficiente a mettere sotto pressione i bilanci delle imprese del settore. Ma il quadro è aggravato, secondo l'associazione, da un altro fenomeno altrettanto dirompente: la speculazione praticata lungo la filiera distributiva a danno dei consumatori finali, con gli autotrasportatori usati come pretesto per giustificare aumenti ingiustificati.

    La denuncia di Assotir si articola su due fronti distinti ma strettamente connessi. Il primo riguarda l'insufficienza delle risposte istituzionali. L'associazione critica apertamente l'approccio della politica, che avrebbe privilegiato misure a sostegno degli automobilisti privati trascurando le esigenze specifiche del trasporto professionale. In particolare, Manigrasso segnala che il Governo non ha ancora previsto alcun Decreto per riequilibrare, tramite un credito d'imposta, la penalizzazione a carico dei veicoli di portata superiore alle 7,5 tonnellate con motorizzazioni Euro V e VI, vale a dire i mezzi meno inquinanti in circolazione.

    Il secondo fronte riguarda la filiera commerciale. Il segretario generale Claudio Donati segnala aumenti dei prezzi al consumo nella grande distribuzione compresi tra il 4% e quasi il 30%, ufficialmente attribuiti al rincaro del trasporto. Una giustificazione che Donati definisce infondata: secondo le sue stime, l'incidenza effettiva del maggior costo del trasporto avrebbe dovuto essere dell'ordine del 5%. La differenza tra questo dato e gli aumenti effettivamente praticati configura, nell'analisi di Assotir, "una speculazione scandalosa che sta gonfiando i prezzi dei beni al consumo utilizzando il settore dell'autotrasporto come capro espiatorio".

    A rendere ancora più critica la posizione delle imprese di trasporto è la debolezza contrattuale nei confronti della committenza. L’associazione spiega che in un mercato caratterizzato da forte asimmetria di potere, le aziende di trasporto faticano a ottenere il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti. Manigrasso riferisce di casi limite in cui alcuni committenti chiedono addirittura sconti tariffari ai trasportatori, consapevoli di godere di una posizione di vantaggio e di poterne approfittare. Si tratta di una dinamica che l'associazione ritiene strutturale e che richiede, secondo la sua valutazione, un intervento normativo specifico.

    Per uscire dall'emergenza, Assotir ha presentato un pacchetto di misure da inserire nel Decreto Carburanti attualmente all'esame del Senato. La richiesta prevede in primo luogo l'introduzione per Legge di un meccanismo che fissi l'incidenza del costo del gasolio sulla tariffa di trasporto, per impedire che le clausole gasolio già presenti nei contratti vengano aggirate nella pratica. In secondo luogo, l'associazione chiede di passare da una revisione mensile a un adeguamento settimanale dei corrispettivi, in modo da seguire con maggiore tempestività le oscillazioni del mercato.

    Sul piano fiscale, la proposta prevede uno stanziamento di 20 centesimi al litro come credito d'imposta per il gasolio consumato nel trimestre marzo-maggio 2026, identificato come il periodo più critico della crisi. Infine, Assotir chiede l'istituzione di un tavolo istituzionale di confronto con i committenti e l'intervento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulle situazioni più gravi di abuso di posizione dominante. Il comunicato del 14 aprile comprende anche un appello alle altre associazioni dell'Albo all'unità d'azione, in una fase che Assotir descrive come caratterizzata da una "situazione di frustrazione che, rapidamente, sta dilagando tra gli operatori, minandone il morale", con l'obiettivo di portare alle istituzioni un segnale chiaro sulla tenuta del settore.

    Pietro Rossoni

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