Il trasporto aereo globale delle merci ha chiuso febbraio 2026 con una crescita della domanda dell'11,2% su base annua, misurata in tonnellate-chilometri (Ctk), accelerando rispetto ai mesi precedenti e consolidando una fase di espansione che investe tutte le regioni del mondo. Per la prima volta dopo undici mesi consecutivi di calo, anche i rendimenti cargo sono tornati a salire, con un incremento del 6,6% anno su anno, a segnalare che il settore non si limita a trasportare più merce, ma lo fa a condizioni economiche più favorevoli. Il quadro che emerge dai dati diffusi dalla Iata è quello di un comparto che ha lasciato alle spalle la recessione post-pandemia e si avvia verso una fase di espansione strutturalmente profittevole.
A dare ulteriore forza ai numeri di febbraio ha contribuito il Capodanno Lunare, che quest'anno è caduto a metà mese: la concentrazione delle spedizioni pre-festive verso e dall'Asia ha prodotto un picco di domanda che ha esaltato i risultati di breve termine, pur non essendo l'unica spiegazione della crescita registrata. Più in generale, la Iata spiega che il contesto macro-economico è molto favorevole per il cargo aereo. L'indice dei responsabili degli acquisti (Pmi) per la produzione manifatturiera globale ha raggiunto quota 53,1 a febbraio, il livello più alto da dicembre 2021, e il sottoindice relativo ai nuovi ordini all'esportazione si è attestato a 51,4, massimo da luglio 2021. Valori superiori a 50 indicano espansione dell'attività, e quelli registrati a febbraio segnalano un clima di fiducia diffuso tra i produttori globali. Il commercio mondiale di beni è cresciuto del 5,2% su base annua, con un'accelerazione rispetto ai mesi precedenti.
Il panorama geografico è articolato, ma complessivamente orientato alla crescita. Le compagnie aeree dell'Asia-Pacifico hanno aggiunto circa 1.273 milioni di Ctk rispetto a febbraio 2025, con un aumento del 13,6%, trainate dall'export pre-festivo. Il Medio Oriente ha messo a segno una crescita del 16,5%, un risultato di particolare rilievo se si considera che la regione ha dovuto fare i conti con restrizioni dello spazio aereo e interruzioni operative legate alle tensioni geopolitiche nell'area: la solida connettività degli hub mediorientali ha più che compensato le difficoltà operative.
Il Nord America ha registrato un aumento del 9,4% e l'Europa del 6,9%, contribuendo in misura rilevante allo slancio complessivo del settore. L'unica nota tiepida proviene dall'America Latina e dai Caraibi, fermi a un modesto +0,7%, che faticano ad agganciarsi alla ripresa globale. A sorprendere in modo particolare è l'Africa, che ha registrato la crescita percentuale più elevata tra tutte le macro-regioni: +21% su base annua. Si tratta di un dato che riflette in parte dinamiche di recupero rispetto a periodi di sottoutilizzo delle rotte, ma che testimonia anche un progressivo inserimento del continente nelle catene di fornitura globali.
L'analisi dei singoli corridoi commerciali offre ulteriori elementi di interesse. L'asse Africa-Asia ha fatto segnare un balzo del 61,9% anno su anno, il dato più alto degli ultimi diciassette mesi. La Iata chiarisce che questo risultato eccezionale è riconducibile a un processo di normalizzazione avviato a metà del 2025, dopo un periodo in cui la scarsità di aeromobili aveva penalizzato questa rotta a vantaggio dell'asse Asia-Europa. Il corridoio Medio Oriente-Asia ha registrato un'impennata del 24,0%, al secondo mese consecutivo di crescita a doppia cifra. L'Europa-Asia, con un +13,1%, ha centrato l'ottavo mese consecutivo di espansione a doppia cifra, confermandosi uno dei corridoi più dinamici del settore. Il collegamento Asia-Nord America è cresciuto del 9,1%, recuperando terreno dopo le difficoltà legate alla stagione dei dazi del 2025.
Sotto il profilo dell'efficienza operativa, i dati di febbraio restituiscono un'immagine di mercato in tensione positiva. L'offerta complessiva disponibile, misurata in tonnellate-chilometri disponibili (Actk), è aumentata dell'8,5%: si tratta di una quota di capacità aggiuntiva elevata, che in condizioni di domanda debole avrebbe esercitato una pressione al ribasso sui prezzi. Invece, la domanda ha assorbito interamente l'offerta aggiuntiva, spingendo il fattore di carico (Clf) a salire di 1,1 punti percentuali fino al 46,0%. La conseguenza diretta è l’andamento del mese: le compagnie aeree cargo riempiono le stive in misura maggiore e riescono a farlo a tariffe più elevate, trasferendo sui clienti parte dell'aumento dei costi operativi.
Il costo del carburante per aerei rappresenta la principale variabile di rischio per i margini del settore. A febbraio il prezzo medio del jet fuel ha raggiunto i 95,7 dollari al barile, con un aumento del 6% rispetto al mese precedente e dell'1,2% su base annua. L'aumento è stato determinato, secondo le analisi di settore, da una combinazione di fattori: le sanzioni internazionali che hanno costretto al re-indirizzamento dei prodotti raffinati di origine russa e le interruzioni operative in alcune raffinerie regionali. La capacità del settore di trasferire questi rincari sulle tariffe rappresenta uno degli elementi più incoraggianti del mese.
Anna Maria Boidi






































































