- Il 13 febbraio 2026, alle ore 9.00, il portale Rentri ha registrato un “incidente di servizio” che ha reso indisponibili su scala nazionale i servizi per Fir digitale, registri e iscrizioni. Il blocco coincide con l’avvio obbligatorio del .xFir per i soggetti tenuti all’adempimento, generando uno blocco operativo diffuso nella filiera.
- Il ministero dell’Ambiente ha disposto l’attivazione delle modalità operative in emergenza previste dall’Allegato 1 al Decreto direttoriale n. 319/2025. Per i soggetti obbligati il Fir digitale non è utilizzabile e si torna temporaneamente a formulari e registri cartacei.
- Tra il 13 e il 16 febbraio proseguono indisponibilità e riattivazioni parziali. Il 16 febbraio è stata comunicata la “parziale chiusura dell’evento” e dalle 00.00 del 18 febbraio 2026 non sarà più consentito l’uso delle modalità emergenziali, con il rientro atteso al regime ordinario digitale.
Pessima partenza per il registro digitale dei rifiuti Rentri. Anzi, non è proprio partito, perché il 13 febbraio 2026, data fissata per l’avvio operativo del formulario di identificazione rifiuti in formato digitale .xFir, il sistema Rentri è andato incontro a un grave disservizio nazionale. A partire dalle ore 9.00 il portale ha registrato un evento classificato come “incidente di servizio” che ha determinato l’ indisponibilità dei servizi, come riportato negli avvisi ufficiali pubblicati sul sito Rentri e richiamati dal ministero dell’Ambiente.
Il blocco ha riguardato l’infrastruttura informatica del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, rendendo non fruibili le funzionalità necessarie per l’emissione dei formulari digitali, la gestione dei registri di carico e scarico in formato informatico e gli adempimenti connessi alle iscrizioni. L’evento si è verificato nel giorno dello passaggio dal cartaceo al digitale per i soggetti obbligati, tra cui i produttori di rifiuti pericolosi, compresi quelli derivanti da attività di costruzione, demolizione e scavo.
Il sistema digitale è andato in crisi proprio al primo giorno di piena operatività, quando un numero elevato di operatori ha tentato di accedere al portale per emettere i primi .xFir o completare iscrizioni e adempimenti nelle ultime ore utili. Il ministero ha parlato ufficialmente di “evento” e di “incidente di servizio”, senza fornire dettagli tecnici sulle cause, ma ha confermato l’attivazione di interventi per il ripristino della regolare operatività.
L’indisponibilità ha avuto un impatto immediato su produttori, trasportatori e impianti di trattamento. Le imprese che avevano pianificato conferimenti e trasporti confidando sull’utilizzo esclusivo del formato digitale si sono trovate nell’impossibilità di emettere i formulari .xFir. Parallelamente, le difficoltà di accesso al portale hanno complicato la gestione dei registri e delle pratiche amministrative connesse.
La criticità non ha riguardato un ambito territoriale circoscritto, ma l’intero territorio nazionale, trattandosi di un’infrastruttura unica centralizzata. Di fatto, l’intera filiera della tracciabilità dei rifiuti si è trovata, nel giorno di avvio del nuovo obbligo, con un quadro normativo impostato sul digitale e uno strumento informatico non disponibile.
Per evitare la paralisi delle attività, il ministero dell’Ambiente ha disposto l’applicazione delle modalità operative in emergenza previste dall’Allegato 1 al Decreto direttoriale numero 319 del 30 ottobre 2025. Le comunicazioni ufficiali hanno chiarito che, fino alla risoluzione della problematica, il Fir digitale non è utilizzabile e occorre ricorrere ai formulari cartacei e ai registri di carico e scarico in formato analogico.
Il ritorno alla carta, sebbene contemplato dal quadro regolatorio come misura di sicurezza, ha comportato un’immediata riorganizzazione operativa. Le aziende hanno dovuto recuperare formulari cartacei, ristabilire procedure di vidimazione e ripristinare flussi documentali fisici che, in molti casi, erano stati progressivamente dismessi in vista del passaggio strutturale al digitale. Ciò ha generato un sovraccarico amministrativo, soprattutto per le piccole e medie imprese, costrette a riallocare personale su attività di stampa, compilazione manuale e archiviazione.
Dal punto di vista dei trasportatori, l’impossibilità di utilizzare il .xFir ha imposto la gestione di documenti cartacei lungo l’intero tragitto del rifiuto, con la necessità di garantire coerenza tra formulario, registro e dati che, una volta ripristinato il sistema, dovranno essere riallineati in ambiente digitale. Il rischio di errori formali, duplicazioni o disallineamenti è stato uno degli aspetti più segnalati dagli operatori e dai consulenti che, nei giorni dell’emergenza, hanno diffuso indicazioni operative per ridurre criticità e contestazioni future.
Anche gli impianti di destino hanno dovuto adeguarsi rapidamente, accettando conferimenti accompagnati da formulari cartacei in un contesto in cui l’assetto ordinario prevedeva ormai la gestione informatica. La fase transitoria ha richiesto particolare attenzione nella registrazione dei carichi in ingresso e nella conservazione della documentazione, in previsione di controlli successivi.
Tra il 13 e il 16 febbraio 2026 le indisponibilità sono proseguite, con aggiornamenti progressivi sullo stato dei servizi. Il 16 febbraio è stata comunicata una “parziale chiusura dell’evento”, segnale di una riattivazione graduale delle funzionalità. Secondo quanto indicato negli avvisi aggiornati, dalle 00.00 del 18 febbraio 2026 non sarebbe più stato consentito l’utilizzo delle modalità operative di sicurezza emergenziali, con il conseguente ritorno al regime ordinario digitale.
L’episodio rappresenta un passaggio critico nel processo di digitalizzazione del ciclo dei rifiuti. Il .xFir e il sistema Rentri sono stati concepiti come strumenti di semplificazione e di rafforzamento della tracciabilità, attraverso un unico file informatico, firma digitale e vidimazione elettronica con codice Qr. L’indisponibilità nel giorno di avvio ha però evidenziato la centralità dell’infrastruttura tecnologica e la necessità di dimensionarla in modo adeguato ai picchi di accesso, soprattutto in coincidenza con scadenze normative.
P.R.

































































