Apm Terminals, società del gruppo danese A.P. Moller–Maersk, ed Eurogate sono in fase avanzata di trattativa per una collaborazione di lungo periodo che ha lo scopo d’investire un miliardo di euro nel North Sea Terminal Bremerhaven. L’annuncio, diffuso a febbraio 2026 da Apm Terminals, riguarda l’ammodernamento del terminal container del porto tedesco con l’obiettivo di aumentarne la capacità da tre a quattro milioni di teu annui e trasformarlo in uno degli impianti più efficienti e resilienti in Europa. Il piano prevede il rinnovo delle attrezzature e l’elettrificazione completa dei mezzi di piazzale, insieme all’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di operare a zero emissioni di gas a effetto serra.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento del ruolo di Bremerhaven nel North Range europea. Come dichiarato da Vincent Clerc, amministratore delegato di A.P. Moller–Maersk, l’intenzione è valorizzare il potenziale dello scalo quale hub per i flussi merci diretti in Germania e lungo la rete oceanica del Gruppo, migliorando affidabilità e resilienza delle catene logistiche al servizio dell’economia del Paese.
Il North Sea Terminal Bremerhaven è stato fondato nel maggio 1998 da Blg Container, Maersk Deutschland e Sea-Land Service. Il primo attracco risale al 1° aprile 1999, con la portacontainer MV Sealand Integrity. In oltre 25 anni di attività, il terminal si è affermato come uno dei principali hub container della North-West Range, collegando Bremerhaven con più di 130 porti nel mondo.
L’assetto proprietario è suddiviso in modo paritetico: il 50% è detenuto da Eurogate Gmbh & Co. Kgaa, Kg, joint-venture tra Blg Logistics Group ed Eurokai, mentre il restante 50% fa capo ad Apm Terminals Germany Holding, controllata di Apm Terminals. Questa struttura configura Ntb come terminal orientato principalmente alla gestione dei flussi di navi operate dal gruppo Maersk e dai suoi alleati.
Ntb opera sulla banchina a flusso continuo più lunga d’Europa, con 1.800 metri lineari, su un’area complessiva di circa 1.087.000 metri quadrati. Dispone di sei posti di ormeggio per navi di grandi dimensioni, 18 gru Super-Post-Panamax, 114 straddle carrier e oltre 2.000 connessioni per container refrigerati, con una capacità attuale di circa tre milioni di teu annui.
L’incremento a quattro milioni di teu comporterebbe un aumento potenziale della capacità di circa un terzo, rafforzando la posizione competitiva dello scalo rispetto ai principali porti della North Range, in particolare Rotterdam e Anversa. In un contesto di crescente dimensione delle portacontainer e di concentrazione dei servizi sulle rotte principali, l’adeguamento tecnologico e la maggiore capacità risultano elementi determinanti per mantenere volumi e attrattività per i grandi vettori.
Un elemento essenziale per sbloccare pienamente il potenziale dell’investimento è il dragaggio dell’Outer Weser, necessario per consentire l’accesso alle navi di nuova generazione con pescaggi più elevati. Il processo di pianificazione è attualmente in corso a livello di pubblica amministrazione. Il sindaco di Brema, Andreas Bovenschulte, ha sottolineato che, accanto agli investimenti privati sulla sovrastruttura portuale e a quelli statali e federali sulle infrastrutture, l’approfondimento del fiume rappresenta un passaggio chiave per consolidare il ruolo di Bremerhaven nella North Range.
P.R.












































































