Le tariffe spot del trasporto aereo delle merci hanno continuato a crescere anche nella prima settimana di dicembre 2025, con un aumento medio globale del 3% rispetto alla settimana precedente. Il dato emerge dall’aggiornamento settimanale di WorldAcd Market Data e riguarda la settimana 49, dal 1° al 7 dicembre 2025, confermando una dinamica di rafforzamento dei noli già osservata nelle settimane precedenti.
Il livello medio mondiale delle tariffe spot ha raggiunto 3,01 dollari statunitensi al chilo, sostenuto soprattutto dall’aumento delle quotazioni in partenza dall’Africa, dove si registra un +11% settimanale, e dall’Europa con un +6%. Anche l’area Asia Pacifico contribuisce alla crescita, con un incremento del 4% rispetto alla settimana precedente. In controtendenza l’America centrale e meridionale, che segna un calo del 7% settimanale, attribuito principalmente alla fine della stagione di esportazione delle ciliegie dal Cile verso la Cina, che nelle settimane precedenti aveva spinto verso l’alto le tariffe.
Il confronto su base annua mostra tuttavia un quadro più articolato. A livello globale le tariffe spot risultano inferiori del 6% rispetto allo stesso periodo del 2024, con riduzioni anno su anno in tutte le principali aree di origine, ad eccezione dell’Africa, che continua a mostrare una dinamica più resiliente, secondo l’analisi di WorldAcd.
Particolarmente rilevante resta l’andamento dell’Asia Pacifico, dove nelle ultime sei settimane si osserva una decisa accelerazione delle tariffe spot verso diversi mercati di destinazione. Il fenomeno prosegue anche nella settimana 49 e interessa in modo marcato la direttrice Cina–Stati Uniti, uno dei corridoi più volatili dell’anno. Le tariffe spot su questa rotta sono salite di un ulteriore 8% settimanale, raggiungendo 6,82 dollari statunitensi al chilo, il livello più alto del 2025 e leggermente superiore a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Considerando l’intero flusso Asia Pacifico–Stati Uniti, le tariffe spot hanno registrato un aumento medio del 6% settimanale, arrivando a 6,32 dollari al chilo. Oltre alla Cina, ha inciso in modo significativo il forte rialzo delle tariffe dal Giappone, pari al 26% rispetto alla settimana precedente. Anche sulle rotte Asia Pacifico–Europa si osserva un rafforzamento analogo, con un incremento medio del 5% settimanale e un livello di 4,65 dollari statunitensi al chilo, sostenuto soprattutto dai rialzi in partenza da Giappone e Sud-Est asiatico, in particolare Thailandia, Malesia e Singapore.
Sul fronte dei volumi, la settimana 49 mostra una sostanziale stabilità per i flussi Asia Pacifico–Stati Uniti, con tonnellaggi complessivi invariati rispetto alla settimana precedente. All’interno del dato aggregato emergono tuttavia dinamiche differenziate: crescono i volumi da Cina, Hong Kong, Giappone e Corea del Sud, mentre Thailandia e Malesia registrano una flessione dell’8% settimanale. Nel complesso, i volumi dall’Asia Pacifico verso gli Stati Uniti risultano superiori del 6% rispetto allo scorso anno, per la terza settimana consecutiva.
Leggermente migliore l’andamento dei volumi Asia Pacifico–Europa, in aumento dell’1% settimanale, con contributi positivi da Giappone, Corea del Sud, Vietnam e Malesia, a fronte di una riduzione delle spedizioni dalla Thailandia. Su base annua, questi flussi risultano più alti del +7%, confermando una domanda strutturalmente solida sulle rotte verso il continente europeo.
A livello mondiale, i volumi complessivi sono cresciuti dell’1% tra le settimane 48 e 49. Questo incremento è però legato quasi interamente al recupero dei traffici dal Nord America dopo la flessione legata alla festa del Ringraziamento. Le tonnellate in partenza dal Nord America sono aumentate in una settimana del 15%, dopo il calo del 15% registrato nella settimana precedente. In assenza di questo rimbalzo, i volumi globali sarebbero rimasti sostanzialmente invariati. Secondo WorldAcd, nonostante una stagione di fine anno meno accentuata rispetto ad altri esercizi, i volumi mondiali risultano comunque circa 5% superiori a quelli dello stesso periodo del 2024.
Il confronto anno su anno evidenzia una crescita significativa dei volumi da diverse aree di origine. L’Asia Pacifico segna un +9%, l’America centrale e meridionale un +8%, il Medio Oriente e Asia meridionale un +6% e il Nord America un +4%. All’interno di questo quadro, emerge anche il recupero dei flussi dall’India verso gli Stati Uniti. Dopo il rallentamento registrato nei mesi successivi all’introduzione di dazi più elevati sulle importazioni indiane negli Stati Uniti, i volumi su questa direttrice si sono stabilizzati e risultano superiori a quelli delle stesse settimane del 2024 da cinque settimane consecutive, indicando una graduale normalizzazione della domanda.








































































