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Eni potenzia produzione di biocarburanti

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La compagnia energetica italiana ha acquisito le attività di produzione di biofuel della Mossi & Ghisolfi e annuncia l'avvio del progetto di produzione di carburanti dai rifiuti nell'impianto di Gela.


Versalis impianto Crescentino seraA settembre 2018, Eni ha attuato due importanti azioni per aumentare la produzione di carburanti provenienti da fonti rinnovabili. La prima riguarda la produzione di carburanti da biomasse, con l'acquisizione da parte della controllata Versalis dell'impianto di Crescentino, che era stato costruito da Mossi & Ghisolfi, il secondo Gruppo chimico italiano in concordato preventivo. Versalis ha presentato l'unica offerta al Tribunale fallimentare di Alessandria per l'acquisizione delle quattro società Biochemtex, Beta Renewables, Ipb (Italian Bio Products) e Ipb energia. In questo pacchetto sono comprese le tecnologie Proesa per la produzione di biofuel e la bioraffineria di Crescentino, che produce biocarburanti di seconda generazione, ossia che usano biomasse che non crescono su terreni per la coltivazione di alimenti.
La seconda operazione riguarda un'altra controllata di Eni, la Syndial, che ha avviato nel polo petrolchimico di Gela la produzione di biocarburanti tramite la lavorazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. L'impianto pilota diventerà operativo entro la fine del 2018 e se questa sperimentazione avrà successo inizierà la produzione industriale nell'area industriale Ponticelle di Ravenna. Il biocarburante servirà sia per l'autotrasporto, sia per il trasporto marittimo. Syndial afferma che una tonnellata di rifiuti organici (compresi gli scarti dell'industria agro-alimentare) può generare fino a 150 chili di bio-olio attraverso un processo di termo-liquefazione.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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