I noli medi spot globali del trasporto aereo delle merci mostrano un aumento del 41% su base annua a maggio 2026, con una media di 3,40 dollari Usa al chilo, mentre la domanda mondiale è cresciuta del 4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. È quanto emerge dall'analisi mensile di Xeneta, società di analisi dei mercati del trasporto, che fotografa un settore sotto pressione ma con i primi segnali di allentamento sui contratti a lungo termine dopo il picco registrato ad aprile.
Il fattore di carico dinamico ha raggiunto il 61% a maggio, trainato da una domanda che ha superato la crescita dell'offerta. Quest'ultima, in ripresa dopo le interruzioni causate dai conflitti in Medio Oriente, ha chiuso il mese con un incremento di appena il 1% rispetto alla capacità dell'anno precedente. Lo squilibrio tra domanda e offerta spiega in larga misura il livello elevato delle tariffe spot, che dovrebbero comunque calare con l'avvicinarsi della stagione estiva nell'emisfero settentrionale: un periodo tradizionalmente meno intenso per le merci, ma caratterizzato da un'abbondante disponibilità di stiva sui voli passeggeri.
I corridoi di traffico presentano dinamiche diverse. Le rotte tra Europa, Asia meridionale, Sud-est asiatico e Medio Oriente hanno registrato rincari a doppia e tripla cifra rispetto ai livelli di febbraio, con picchi fino al +113% nella settimana conclusa il 31 maggio, riflettendo le persistenti tensioni legate all'attività missilistica a Hormuz e al cessate il fuoco tra Usa e Iran. Al contrario, il corridoio tra Europa e Nord America vive una fase di pressione al ribasso sulle tariffe, grazie all'abbondante offerta di stiva garantita dai voli estivi passeggeri.
Il corridoio transpacifico si conferma il più solido, sostenuto dalle spedizioni legate all'intelligenza artificiale: semiconduttori e attrezzature per centri dati continuano a generare una domanda strutturale che mantiene alte le tariffe su questa direttrice. Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta, sottolinea come il mercato marittimo stia innescando una dinamica di anticipazione delle spedizioni - il cosiddetto frontloading - con i caricatori che accelerano la produzione e i trasferimenti per prevenire aumenti dei costi energetici ed evitare i picchi stagionali. Questa dinamica, che nel marittimo ha già prodotto rincari, potrebbe presto riversarsi sui volumi e sulle tempistiche del cargo aereo qualora le condizioni operative attuali si prolungassero.
Il fronte del commercio elettronico è in evidente deterioramento. Le esportazioni cinesi di basso valore, motore trainante del cargo aereo negli ultimi anni, hanno registrato ad aprile 2026 il quinto mese consecutivo di calo, con una contrazione dell'11% su base annua. La disaggregazione per destinazione rivela uno squilibrio marcato: verso gli Stati Uniti il crollo è stato del 33%, mentre le esportazioni verso Europa e Asia Pacifico hanno tenuto meglio, con flessioni contenute rispettivamente al 6% e all'1%. Una parte del calo complessivo è tuttavia mascherata dallo spostamento dei singoli pacchi verso spedizioni aeree consolidate sfuse, che diluisce il dato visibile ma non riduce la pressione strutturale sul segmento.
Le prospettive per il commercio elettronico di provenienza asiatica si complicano ulteriormente sul piano normativo. L'UE eliminerà l'esenzione de-minimis di 150 euro dal 1° luglio, introducendo al suo posto un dazio fisso di 3 euro per articolo, con ulteriori spese di gestione previste per novembre. La misura colpisce direttamente il modello di vendita dei principali operatori del commercio elettronico rapido come Shein, Temu e AliExpress. Negli Stati Uniti è in discussione l'introduzione di un dazio aggiuntivo compreso tra il 10 e il 12,5% sulle merci provenienti da 60 Paesi, inclusa la Cina, accusati di non rispettare i divieti sul lavoro forzato. Gli operatori integrati temono che i requisiti tecnici necessari per attuare queste riforme non siano implementabili in tempo, con il rischio concreto di blocchi alle frontiere e trattenute dei pacchi in entrata.
Di fronte a questo scenario, i caricatori stanno adottando una strategia difensiva di breve termine: estensioni dei contratti esistenti e rinvio delle gare d'appalto a lungo termine, in attesa che il mercato torni a livelli più stabili. I tassi a lungo termine, dopo aver toccato il picco ad aprile, hanno già iniziato ad allentarsi, aprendo la possibilità di un parziale sollievo per i caricatori già a partire da giugno 2026.
Anna Maria Boidi










































































