Flotta container sopra 33 milioni teu
Secondo l’ultimo rapporto di Alphaliner, la flotta mondiale delle portacontainer ha superato la capacità di 33 milioni di teu, soglia raggiunta grazie a una combinazione di aumenti organici e nuove costruzioni. La società di analisi attribuisce un ruolo centrale alla crescita di Msc, che ha superato i 7 milioni di teu con 961 navi, di cui 702 di proprietà, e che prevede un’ulteriore espansione tramite 119 nuove unità per 2,1 milioni di teu. Il distacco con Maersk continua ad ampliarsi: la compagnia danese dispone di 723 navi, 344 di proprietà, per una capacità di 4,6 milioni di teu. Alphaliner rileva inoltre che Maersk potrebbe essere superata da Cma Cgm, che con 707 navi, di cui 348 di proprietà, supera di poco i 4 milioni di teu e possiede il più ampio portafoglio ordini del settore con 142 unità pari a 1,82 milioni di teu, secondo solo a quello di Msc. Nel segmento in crescita emerge anche Hmm, entrata tra i primi dieci con 98 navi e un milione di teu di capacità. Le prime dieci compagnie analizzate da Alphaliner controllano 4.040 delle 6.642 portacontainer operative, pari al 60,9% del totale, per una capacità complessiva di 28,1 milioni di teu che rappresenta l’85% della capacità globale.
Man sposterà alcune produzioni in Polonia
Secondo quanto riportato dal quotidiano Kurier, Man Trucks sta accelerando la riorganizzazione interna col trasferimento di una parte della produzione di cabine di veicoli industriali da Monaco di Baviera a Cracovia, con un impatto stimato di diverse centinaia di milioni di euro di risparmi e timori crescenti per migliaia di lavoratori tedeschi. La documentazione inviata ai Consigli di sorveglianza di Man e della capogruppo Traton indica la richiesta di approvare un pacchetto di interventi ritenuti “necessari per la competitività di lungo periodo” in un mercato che, secondo le analisi interne, non mostra segnali di miglioramento neppure nel 2026. A Cracovia verranno concentrate la produzione delle cabine del sistema modulare Traton, una nuova verniciatura e le linee per l’allestimento completo degli interni, mentre il programma prevede anche l’eliminazione dei benefit oltre il contratto collettivo, con un risparmio atteso di 160 milioni di euro. La perizia tecnica presentata al Consiglio stima un miglioramento del risultato economico pari a 935 milioni di euro entro il 2028, cifra necessaria per evitare un ritorno sulle vendite negativo nello stesso anno. Il trasferimento verso la Polonia viene motivato dal crescente costo della produzione in Germania, dove energia, manodopera e norme climatiche rendono meno sostenibile la presenza industriale, in un contesto che tra il 2021 e il 2023 ha visto la perdita di oltre 50mila posti nella sola manifattura. Man conferma il mantenimento degli stabilimenti di Monaco, Norimberga e Salzgitter e prevede investimenti per un miliardo di euro in cinque anni. I rappresentanti sindacali ritengono che la scelta possa ridurre nel tempo le competenze produttive in Germania: per Sybille Wankel d’Ig Metall le decisioni “minacciano l’esistenza dello stabilimento principale di Monaco”, mentre per Karina Schnur del Consiglio di fabbrica centrale rappresentano “uno schiaffo ai dipendenti”.
Cresce l’autotrasporto spagnolo
Nel primo semestre 2025 le imprese spagnole di autotrasporto hanno registrato un aumento dei volumi, sostenuto dalla domanda interna. Secondo i dati del ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, l’attività è cresciuta del 6,6% nel primo trimestre, trainata dal mercato domestico in aumento del 7,4%, mentre i traffici internazionali hanno segnato una contrazione del 4,6%. La crescita è proseguita nel secondo trimestre con un incremento del 2,6% fino a 427 milioni di tonnellate. In termini di tonnellate-chilometro l’andamento è risultato più debole, con una flessione del 4,8% nel secondo trimestre e un bilancio semestrale sostanzialmente stabile a –0,1%. Il contesto macroeconomico rimane favorevole: dopo il +3,5% del 2024, il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,2% su base annua nel primo trimestre 2025 e del 3,1% nel secondo trimestre. Le previsioni indicano per l’intero 2025 un aumento compreso tra il 2,6% e il 3% e tra il 2% e il 2,2% per il 2026. La dinamica è stata interamente sostenuta dalla domanda interna, salita del 3,5% nel secondo trimestre, trainata dai consumi delle famiglie e dagli investimenti, mentre il contributo dei servizi non genera un fabbisogno proporzionale di trasporto merci. Sul fronte degli scambi con l’Unione europea, nel 2023 il 66% delle esportazioni e il 64% delle importazioni viaggiavano su strada. Nei primi otto mesi del 2025 le esportazioni verso Francia, Germania e Italia sono diminuite rispettivamente del 6,3%, 2,5% e 6,3%, mentre le importazioni dall’area hanno mostrato maggiore vivacità: +3,5% dalla Germania, +1,9% dalla Francia e +11,8% dai Paesi Bassi, per un aumento complessivo del 4,4%.
Hmm ordina otto portacontainer
Hmm ha firmato con HD Korea Shipbuilding & Offshore Engineering un contratto da 1,456 miliardi di dollari per otto portacontainer dual-fuel da 13.400 teu, definito dal gruppo cantieristico il maggiore ordine di navi container degli ultimi 18 anni. Le unità, lunghe 337 metri e larghe 51, avranno motori a gas naturale liquefatto e serbatoi ampliati del 50% per aumentare l’autonomia operativa. Due navi saranno realizzate da Hyundai Heavy Industries e sei da Hyundai Samho, con consegne previste fino alla prima metà del 2029. L’iniziativa rientra nel piano d’investimenti annunciato da Hmm nell’ottobre 2025, pari a 4 trilioni di won (2,8 miliardi di dollari), che comprende in totale 14 nuove unità tra cui 12 portacontainer dual-fuel e due vlcc. Hmm ha dichiarato che la scelta risponde al rafforzamento delle normative su decarbonizzazione e alle esigenze della propria strategia verso il 2030, che prevede l’ampliamento della capacità container a 1,5 milioni di teu e il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2045.
Passo avanti per cargocity LH Cargo a Francoforte
Secondo le informazioni fornite da Lufthansa Cargo, il completamento della prima fase della nuova sede presso l’aeroporto di Francoforte segna un passaggio rilevante nel programma di modernizzazione della cargocity. L’azienda prevede l’avvio operativo dei primi 60 posti di lavoro dopo l’approvazione edilizia, attesa per metà dicembre, mentre le successive tre fasi di costruzione proseguiranno fino all’inizio del 2028, con la fase due in consegna nell’autunno 2026. Il progetto comprende nuovi uffici per 10mila metri quadrati e rientra nel piano complessivo di rinnovo delle infrastrutture, tra cui la realizzazione del nuovo hub merci. L’investimento totale annunciato è di 600 milioni di euro e rappresenta attualmente il principale intervento infrastrutturale del gruppo. Entro il 2030 verrà riqualificato l’intero centro cargo, che copre 330mila metri quadrati, mantenendo le attività operative. Lo scalo movimenta 1,4 milioni di tonnellate l’anno, pari all’80% dei volumi globali della compagnia, e rimane attivo senza interruzioni dal 1982. La modernizzazione procede secondo il cronoprogramma e include la costruzione di un magazzino autoportante alto 42 metri, tra i più elevati dell’aeroporto.
Nuovi locomotori per Orlen Kolej
Orlen Kolej avvierà l’acquisto di 40 nuove locomotive elettriche dotate di modulo diesel per le tratte non elettrificate, con un obiettivo dichiarato di riduzione dei consumi energetici del 30% per tonnellata trasportata. Il programma prevede venti locomotive 304e, con una potenza di 5,6 mw, e venti e6actadnb Dragon 2 da 5 mw, tutte progettate per incrementare efficienza e continuità operativa. L’operatore stima che la nuova flotta potrà movimentare fino a 7,2 milioni di tonnellate l’anno su 5,5 milioni di chilometri, introducendo capacità aggiuntiva nelle attività merci del gruppo. Orlen ha indicato che il valore complessivo dei contratti supera gli 800 milioni di złoty (circa 190 milioni di euro), finanziati tramite leasing operativo fornito da Pko Leasing.











































































