Trump non si arrende alla sentenza della Corte Suprema, che il 20 febbraio 2026 ha annullato gran parte dei dazi imposti in precedenza a quasi tutto il pianeta. Il giorno stesso, infatti, il presidente statunitense ha emanato un ordine operativo che istituisce un sovrapprezzo del 15% sul valore di gran parte delle merci importate, giustificandolo come una risposta a una crisi della bilancia dei pagamenti “grave e persistente”. Questo provvedimento, quindi, dovrebbe proteggere la stabilità economica e la sicurezza nazionale. Con questa motivazione, Trump attiva due norme del Trade Act del 1974 (la Sezione 122 e la Sezione 604), che dovrebbero evitare l’intervento del Congresso ed eventuali ricorsi alla Corte Suprema. La prima norma conferisce al presidente l'autorità d’imporre tariffe fino al 15% per un massimo di 150 giorni in caso di squilibri fondamentali della bilancia dei pagamenti, mentre la seconda permette la modifica tecnica dell'Harmonized Tariff Schedule of the United States.
I nuovi dazi entreranno in vigore il 24 febbraio 2026 e avranno una durata di 150 giorni, ossia quella massima permessa dalla Sezione 122. saranno esenti le merci caricate prima del 24 febbraio ed entrate nel territorio statunitense entro il 28 febbraio. Per limitare l'inflazione interna e proteggere i settori produttivi dipendenti dall'estero, sono state definite categorie di prodotti esenti dal sovrapprezzo: Risorse e beni essenziali e manifattura e consumo.
Nell’ambito delle risorse e beni essenziali son esenti dai nuovi dazi alcuni minerali ritenuti critici e metalli per valuta/lingotti, prodotti energetici, risorse naturali e fertilizzanti non disponibili o insufficienti negli Stati Uniti, prodotti farmaceutici e relativi ingredienti. Il capitolo della manifattura e consumi prevede esenzioni per alcuni prodotti di elettronica, autovetture, veicoli industriali, autobus e relativa componentistica, alcuni prodotti dell’industria aerospaziale, carne bovina, pomodori e arance. Ci sono anche esenzioni nell’ambito dell’accordo commerciale Usmaca con Canada e Messico e dell’accordo Cafta-DR, che comprende tessili e abbigliamento da Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Repubblica Dominicana.











































































