La mattina del 2 gennaio 2026 il traghetto Moby Tommy ha urtato la banchina del porto di Civitavecchia durante le operazioni di ormeggio, riportando un esteso danneggiamento allo scafo e causando danni alle infrastrutture portuali. L’incidente è avvenuto nelle prime ore del giorno, al termine della traversata notturna da Olbia, in presenza di condizioni meteo-marine particolarmente avverse caratterizzate da vento di Libeccio con raffiche superiori ai 35 nodi. Non si sono registrati feriti tra passeggeri ed equipaggio e non sono state segnalate conseguenze ambientali. La Guardia Costiera ha aperto un’inchiesta tecnico-amministrativa per ricostruire la dinamica dell’evento.
La nave coinvolta è il Moby Tommy, ro-ro pax entrato in servizio nel 2002 e oggi impiegato stabilmente sulle rotte tra l’Italia continentale e la Sardegna. L’unità, lunga 212 metri e larga 25 metri, con una stazza lorda di oltre 32 mila tonnellate, può trasportare più di duemila passeggeri e circa mille autovetture. Proveniente da Olbia, il traghetto stava effettuando le manovre di accosto alla banchina 18 del porto di Civitavecchia quando una raffica improvvisa di vento laterale ha spinto la nave verso l’approdo, rendendo inefficaci le manovre correttive.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle Autorità marittime, la combinazione tra vento intenso e mare mosso ha reso particolarmente critica la fase di attracco. Le ampie superfici laterali e le sovrastrutture del traghetto hanno aumentato l’effetto del vento laterale proprio nella fase più delicata dell’ingresso in porto. L’impatto con la banchina ha provocato uno squarcio lungo la fiancata sinistra dello scafo, descritto dalle autorità come esteso per diverse decine di metri, con deformazioni visibili della lamiera. I passeggeri presenti a bordo al momento dell’arrivo sono sbarcati regolarmente e non sono state riscontrate situazioni di emergenza sanitaria. Le verifiche ambientali condotte dalla Capitaneria di porto non hanno evidenziato sversamenti di carburante o di altre sostanze inquinanti nelle acque portuali.
A seguito dell’urto, il Moby Tommy è stato immediatamente fermato per motivi di sicurezza. Per consentire le verifiche tecniche e liberare l’area operativa, l’unità è stata successivamente spostata e ormeggiata alla banchina 20. I tecnici del Rina sono intervenuti per valutare l’entità dei danni strutturali e stabilire le condizioni necessarie per eventuali lavori di riparazione e per un futuro rientro in servizio. La Guardia Costiera di Civitavecchia ha avviato un’inchiesta tecnico-amministrativa per accertare le cause dell’incidente e valutare eventuali responsabilità. L’indagine si concentrerà sulla sequenza delle manovre di attracco, sulle condizioni meteo-marine al momento dell’evento e sull’adeguatezza delle procedure operative adottate
L’impatto non ha riguardato soltanto la nave. Le strutture portuali della banchina 18 hanno riportato danni, in particolare a una bitta di ormeggio e a porzioni della pavimentazione. L’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Centro Settentrionale, che gestisce lo scalo di Civitavecchia, ha avviato le verifiche tecniche sulle infrastrutture interessate, mentre l’operatività complessiva del porto non ha subito rallentamenti rilevanti.
Più complessa è la gestione del servizio di linea. Il fermo del Moby Tommy ha comportato la cancellazione della partenza prevista la sera del 2 gennaio da Civitavecchia verso Olbia. La compagnia Moby ha attivato procedure di assistenza e riprotezione, offrendo ai passeggeri la possibilità di partire il giorno successivo da Civitavecchia su un’altra unità o di essere trasferiti verso il porto di Livorno per l’imbarco su una nave diretta in Sardegna. Per i passeggeri senza veicolo al seguito è stato predisposto un servizio di collegamento terrestre.
L’incidente si è verificato in un contesto meteorologico già segnalato come critico dai bollettini dei giorni precedenti. Il 2 gennaio ha coinciso con l’arrivo della prima perturbazione dell’anno sul Tirreno centrale, con venti forti dai quadranti sud-occidentali e condizioni di mare agitato lungo le coste del Lazio e della Toscana. Secondo le previsioni diffuse dai principali servizi meteorologici, le raffiche di Libeccio avrebbero potuto superare i 60 chilometri orari, con un progressivo peggioramento nel fine settimana successivo.

































































