Il mercato dei noli marittimi per il trasporto di container ha chiuso la settimana del 19 marzo 2026 con una nuova accelerazione al rialzo. Il World Container Index elaborato da Drewry ha raggiunto il valore composito di 2.172 dollari per container da 40 piedi, segnando un incremento del 2% rispetto ai 2.123 dollari della settimana precedente. È una crescita trainata in particolare dalle rotte transpacifiche e dall'impatto crescente delle tensioni geopolitiche sulle catene di approvvigionamento globali. Su base annua, tuttavia, l'indice composito resta in calo del 4%.
Il fattore più dirompente della settimana è il conflitto in Medio Oriente. Gli attacchi condotti da Usa e Israele sull'Iran e la risposta di quest’ultimo hanno causato interruzioni al traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz, rotta attraverso la quale transita circa il 20% del greggio mondiale. L'effetto immediato è stato un rialzo delle quotazioni del petrolio grezzo, che ha spinto le principali compagnie di navigazione ad applicare supplementi di emergenza sul carburante (Ebs, Emergency Bunker Surcharge). Cma Cgm ha aumentato il proprio supplemento da 150 a 265 dollari per teu con effetto dal 16 marzo, mentre Oocl, Cosco e Maersk hanno adottato misure analoghe. Secondo le analisi di Drewry, queste misure sono destinate a tradursi in ulteriori rialzi delle tariffe di trasporto nelle prossime settimane.
Le rotte transpacifiche hanno registrato le variazioni più rilevanti dell'intera settimana. Il nolo da Shanghai a New York ha raggiunto 3.310 dollari per container da 40 piedi, con un balzo del 7% pari a 230 dollari in sette giorni. Più contenuto, ma comunque sostanziale, l'aumento sulla tratta Shanghai–Los Angeles, salita del 4% a 2.591 dollari. A pesare su entrambe le direttrici è anche la riduzione della capacità disponibile: secondo le rilevazioni di Drewry Container Capacity Insight, nella settimana successiva al 19 marzo sono previste sei partenze annullate (blank sailings) sulle coste est e ovest degli Stati Uniti. Nonostante i rialzi settimanali, le tariffe transpacifiche restano inferiori ai livelli di un anno fa: Shanghai–New York segna ancora un calo annuo del 12%, Shanghai–Los Angeles del 3%. La tratta di ritorno Los Angeles–Shanghai si attesta invece a 727 dollari, in crescita del 4% su base annua.
Sulle rotte tra Asia ed Europa, il quadro è più stabile ma con segnali di pressione al rialzo. La tratta Shanghai–Rotterdam ha segnato un incremento settimanale dell'1%, portandosi a 2.478 dollari, in linea con la crescita registrata anche su base annua (+1%). Shanghai–Genova si conferma la tratta più onerosa verso l'Europa a 3.108 dollari, sostanzialmente invariata rispetto alla settimana precedente nonostante una flessione tecnica di 12 dollari, ma in calo del 5% rispetto a un anno fa. Drewry segnala che nella settimana successiva sono previste soltanto tre partenze annullate sull'Asia–Europa, a indicare una capacità ancora sostanzialmente stabile. Nel frattempo, vettori come Msc e Cma Cgm hanno comunicato nuove tariffe Fak (Freight All Kinds) nell'intervallo tra 6.200 e 6.400 dollari, con effetto dal 22 marzo, il che lascia prevedere ulteriori rincari nelle prossime rilevazioni.
Le rotte transatlantiche presentano un andamento divergente. New York–Rotterdam ha guadagnato il 2% attestandosi a 961 dollari, con il maggior incremento annuale tra tutte le rotte analizzate (+14%). La direzione opposta, Rotterdam–New York, è l'unica tratta in calo nella settimana, con una flessione del 2% a 1.504 dollari. Quest'ultima rotta è anche quella che ha subito la contrazione più marcata nell'arco dell'ultimo anno: -35%, un dato che riflette uno squilibrio strutturale nei flussi commerciali sull'asse atlantico.







































































