All’inizio di aprile 2026 la portacontainer Cma Cgm Kribi, controllata dal gruppo francese Cma Cgm, ha attraversato lo stretto di Hormuz dirigendosi verso l’Europa occidentale, diventando il primo caso noto di transito legato a traffici europei dall’inizio del conflitto tra Iran e asse Stati Uniti-Israele. Il passaggio è avvenuto tra il 2 e il 3 aprile lungo un corridoio costiero approvato da Teheran, in un contesto in cui lo stretto risulta di fatto quasi chiuso. Secondo Bloomberg, la nave ha lasciato le acque al largo di Dubai giovedì pomeriggio, mantenendo attivo il segnale Ais con indicazione di proprietà francese, per poi risultare al largo di Muscat la mattina successiva.
Il transito si inserisce in uno scenario di traffico molto ridotto. Dopo l’inizio delle ostilità il 28 febbraio, il numero di navi in attraversamento è crollato, con solo pochi passaggi riconducibili a Paesi considerati non ostili da Teheran. Si sta consolidando un sistema di autorizzazioni preventive da parte iraniana per corridoi che seguono la costa, mentre alcuni Paesi asiatici hanno già negoziato quote di passaggi. Anche il caso della Kribi si colloca in questo schema selettivo, più vicino a un test operativo che a una riapertura strutturata.
La Cma Cgm Kribi, unità da circa 5.000 TEU, è apparsa carica secondo i dati di pescaggio, elemento che indica un viaggio commerciale pienamente operativo. La nave, battente bandiera maltese ma con proprietà dichiarata francese, ha seguito un tracciato tra le isole di Qeshm e Larak, mantenendo visibilità completa del proprio percorso. Bloomberg sottolinea che due fonti a conoscenza diretta della situazione hanno confermato l’avvenuto attraversamento, mentre il tracciamento Ais nell’area resta complesso a causa di interferenze e manipolazioni del segnale. Cma Cgm è uno dei soggetti più esposti sulla direttrice Asia-Europa. Il gruppo, terzo operatore mondiale del trasporto container, aveva disposto a fine febbraio il blocco dei transiti nell’area e il riposizionamento delle navi in attesa di condizioni di sicurezza accettabili. Almeno 14 unità della compagnia sarebbero bloccate nel Golfo Persico senza possibilità di attraversare Hormuz nelle settimane successive allo scoppio del conflitto.
Il passaggio della Kribi non modifica tuttavia la strategia complessiva degli operatori e sono stati attivati corridoi intermodali attraverso porti degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman, collegati a reti terrestri verso il Mediterraneo e l’Europa. Questo transito, però, assume un valore che supera l’aspetto logistico. L’Iran mantiene un controllo stretto dello stretto e utilizza il rilascio selettivo dei passaggi come leva negoziale. Il via libera a una nave con chiara identificazione francese viene interpretato come un segnale verso alcuni Paesi europei, in un contesto in cui le relazioni con Stati Uniti e Israele restano conflittuali. Bloomberg evidenzia come Parigi, insieme ad altri Governi europei, stia avviando contatti diplomatici per favorire una de-escalation, senza però risultati concreti al momento.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia lavorerà per stabilizzare la situazione nello stretto “una volta cessati i bombardamenti”, indicando una prospettiva ancora legata all’evoluzione militare del conflitto. Nel frattempo, le Autorità iraniane stanno valutando l’introduzione di un sistema di pedaggi per il transito, misura che rafforzerebbe il controllo economico su un’infrastruttura chiave per i flussi globali di petrolio e gas e che potrebbe avere effetti diretti anche sui costi logistici.
Restano ancora aperte diverse incognite. Non sono noti i dettagli delle condizioni di sicurezza applicate al passaggio della Kribi, né eventuali protocolli specifici tra nave e Autorità iraniane. Allo stesso modo, non emergono informazioni su coperture assicurative dedicate o sulla presenza di scorte militari. La scelta di mantenere il segnale Ais attivo e trasparente lungo tutta la rotta viene letta come una misura per ridurre il rischio di identificazioni errate in un contesto ad alta tensione.
Mara Gambetta








































































