Il completamento avvenuto alla fine di dicembre 2025 - con sette giorni di anticipo sul cronoprogramma - del consolidamento dei primi 80mila metri quadrati della prima vasca di colmata ha chiuso il 2025 della Darsena Europa, il nuovo terminal container del porto di Livorno. L’intervento, realizzato attraverso la tecnica della precarica, ha consentito l’assestamento controllato dei terreni destinati a ospitare il futuro impianto e l’immediato spostamento del rilevato sul lotto successivo. L’obiettivo resta il consolidamento dell’intera vasca, pari a circa 37 ettari, entro giugno 2027, in linea con le scadenze fissate dal cronoprogramma ufficiale.
Il dato di fine anno rappresenta il punto di arrivo di dodici mesi che hanno segnato il passaggio del progetto dalla fase autorizzativa alla realizzazione. Nei primi mesi del 2025, infatti, la Darsena Europa è entrata al centro del confronto industriale e istituzionale. A gennaio la cordata composta da Msc, Fratelli Neri e Lorenzini ha presentato una manifestazione d’interesse, confermando l’attrattività dell’infrastruttura e la volontà di rafforzare la presenza del gruppo armatoriale nel porto di Livorno. La mossa ha riacceso il dibattito sul futuro assetto gestionale del terminal e sulle modalità di coinvolgimento dei capitali privati.
Ad aprile il quadro si è ulteriormente articolato con la presentazione, da parte del Gruppo Grimaldi tramite il Terminal Darsena Toscana, di una richiesta formale per la costruzione e gestione del 50% del futuro terminal. La proposta, corredata da documentazione tecnica e da un piano d’investimento privato stimato tra 160 e 180 milioni di euro, ha introdotto una visione alternativa rispetto all’ipotesi di un progetto unitario sostenuta da Msc, aprendo un confronto destinato a proseguire anche oltre il 2025.
La svolta operativa è arrivata in primavera. A maggio, con l’approvazione dell’intesa tra Regione Toscana e Commissario straordinario, sono partiti i lavori a mare della prima fase della Darsena Europa. L’investimento per le opere in corso supera i 550 milioni di euro e comprende la realizzazione delle dighe foranee, dei dragaggi e del consolidamento della prima vasca di colmata. Il progetto prevede una nuova diga esterna lunga 4,6 chilometri, dighe interne e vasche di colmata per complessivi 130 ettari, oltre a un nuovo canale di accesso con fondali fino a 17 metri. Un salto dimensionale pensato per consentire allo scalo livornese di accogliere le portacontainer di ultima generazione oggi escluse per limiti di pescaggio.
Nel corso dell’autunno il progetto ha vissuto un passaggio istituzionale rilevante con la nomina del prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi a commissario straordinario per la Darsena Europa. La visita del ministro dei Trasporti ha confermato la rilevanza nazionale dell’opera e la scansione temporale degli interventi, con il completamento dei lavori principali previsto entro ottobre 2030. Nello stesso periodo, la riattivazione della cabina di regia ha consentito di fare il punto sullo stato di avanzamento e sulle criticità ancora aperte.
Proprio dalle riunioni di novembre è emerso con chiarezza il nodo delle opere complementari ancora prive di copertura finanziaria. Il consolidamento della seconda vasca di colmata, il completamento dei collegamenti ferroviari di ultimo miglio, il prolungamento della superstrada Fipili fino alla Darsena Europa e la realizzazione del nuovo ponte mobile sullo Scolmatore richiedono risorse stimate tra 130 e 150 milioni di euro. Secondo l’Autorità di Sistema Portuale, senza questi interventi l’infrastruttura rischia di non essere pienamente fruibile né attrattiva per i futuri concessionari.
Mara Gambetta































































