Il 3 marzo 2026 la portacontainer Oocl Sunflower, operata da Orient Overseas Container Line e battente bandiera di Hong Kong, ha perso in mare un numero rilevante di container durante la traversata tra Kaohsiung e Long Beach. L’incidente è avvenuto a sud della catena delle Aleutine, in Nord Pacifico, in condizioni meteo particolarmente avverse che hanno causato movimenti violenti dell’unità. Secondo alcune fonti, i container caduti in mare sarebbero circa 57, mentre un rapporto della Noaa riporta una notifica della Guardia Costiera statunitense pari a 32 unità.
La nave, con capacità di 16.828 teu e consegnata nel 2025, era impegnata su una rotta transpacifica quando ha incontrato la tempesta. L’equipaggio non ha potuto effettuare una valutazione immediata dei danni a causa delle condizioni operative, rinviando le verifiche dettagliate all’arrivo in porto negli Stati Uniti. Le prime ricostruzioni indicano che il rollio e il beccheggio estremi hanno provocato il cedimento dei sistemi di fissaggio di parte del carico. Oltre ai container dispersi, altri risultano danneggiati, spostati o inclinati sul ponte, con possibili implicazioni per la stabilità e la sicurezza della nave. L’area dell’incidente, nel Nord Pacifico meridionale rispetto alle Aleutine, è nota per condizioni meteo difficili, soprattutto nei mesi invernali.
La Oocl Sunflower ha raggiunto Long Beach intorno al 12 marzo, dove sono iniziate le verifiche da parte della Guardia Costiera e delle Autorità portuali. Le ispezioni riguardano la stabilità della nave, le condizioni del carico residuo e la gestione di eventuali merci pericolose. L’entità complessiva dei danni, inclusa la cifra definitiva dei container persi e quelli da rimuovere per sicurezza, resta oggetto di valutazione.
L’incidente s’inserisce nel nuovo quadro normativo introdotto dall’International Maritime Organization, entrato in vigore a gennaio 2026, che impone la segnalazione obbligatoria dei container dispersi in mare. Queste regole mirano a migliorare la tracciabilità degli eventi e a ridurre i rischi per la navigazione e l’ambiente. Nel caso della Oocl Sunflower, la notifica alla Noaa e la pubblicazione di un rapporto ufficiale rappresentano un’applicazione concreta di questo sistema, pur in presenza di discrepanze nei dati iniziali.
Le condizioni meteo estreme continuano a rappresentare un fattore di rischio per l’integrità del carico e per la continuità delle catene logistiche. La combinazione tra eventi meteorologici severi, dimensioni crescenti delle navi e complessità delle operazioni di stivaggio mantiene elevata l’attenzione degli operatori su sicurezza, sistemi di fissaggio e gestione del rischio.
Il caso della Oocl Sunflower s’inserisce in un andamento che, secondo i dati del World Shipping Council, negli ultimi anni ha visto una riduzione del numero annuo di container persi rispetto al passato, pur con oscillazioni. Nel 2023 le perdite si sono fermate a 221 container, il livello più basso dall’avvio del tracciamento Wsc, mentre nel 2024 sono risalite a 576 container, un dato comunque inferiore alla media decennale di 1.274. Lo scorso anno una quota rilevante degli episodi si è concentrata nell’area del Capo di Buona Speranza, con circa 200 container, oltre il 35% del totale 2024, in un contesto segnato dalla deviazione delle rotte dal Mar Rosso. Per il 2025, invece, non risultano ancora disponibili dati consolidati Wsc o Imo e le indicazioni circolate restano provvisorie: alcune analisi intermedie parlano di oltre 800 container persi entro fine anno, una soglia che, se confermata, indicherebbe un nuovo peggioramento rispetto al 2024, ma che va trattata con prudenza perché non corrisponde ancora a una statistica ufficiale.








































































