Il People’s Committee di Da Nang ha selezionato a marzo 2026 il consorzio guidato dal gruppo vietnamita Hateco, con la partecipazione di Apm Terminals, per la realizzazione e gestione del nuovo Lien Chieu Container Port nel Vietnam centrale. L’operazione, del valore di circa 1,7 miliardi di dollari (circa 1,56 miliardi di euro), rientra nella strategia nazionale di potenziamento delle infrastrutture portuali ed è stata approvata dal Governo vietnamita con una concessione della durata di 50 anni. Il progetto prevede la costruzione di un terminal container in acque profonde nel distretto di Lien Chieu, a nord di Da Nang, con l’obiettivo di creare un nuovo hub internazionale per traffici container e transhipment nel Vietnam centrale. L’investimento complessivo ammonta a circa 45,268 trilioni di dong (circa 1,75–1,8 miliardi di dollari), con una struttura finanziaria che combina circa 9 trilioni di dong di capitale proprio e una componente prevalente di debito secondo modelli di project finance.
Il terminal si estenderà su oltre 172 ettari e raggiungerà una capacità a regime di circa 5,7 milioni di teu all’anno, pari a circa 74 milioni di tonnellate di merce, con una prima fase operativa da circa 4 milioni di teu. Il progetto prevede otto banchine per una lunghezza complessiva di circa 2.750 metri, in grado di accogliere navi fino a 18mila teu, oltre a infrastrutture dedicate alle chiatte per il traffico lungo le vie d’acqua interne. Il progetto include inoltre un’area logistica retroportuale con piazzali, zone di ispezione e strutture operative, oltre a un raccordo ferroviario di circa 1,5 km verso la stazione di Kim Lien, collegata alla rete nazionale. Questa configurazione mira a integrare il porto nei corridoi intermodali del Paese, rafforzando il ruolo di Da Nang come nodo logistico tra costa e hinterland.
La realizzazione sarà articolata in tre fasi lungo un orizzonte temporale compreso tra il 2026 e il 2036, con entrata in esercizio progressiva delle capacità. Il consorzio Hateco–Apm Terminals sarà responsabile dello sviluppo, della gestione operativa e della manutenzione del terminal, sotto la supervisione delle autorità vietnamite. Apm Terminals, parte del gruppo A.P. Moller-Maersk, contribuirà come partner tecnologico e operativo, apportando competenze nella gestione di terminal, nell’automazione delle operazioni e nella digitalizzazione dei flussi. Il progetto è concepito fin dall’origine per integrare soluzioni avanzate di gestione e per ridurre i tempi di permanenza delle navi, oltre a includere standard di porto “green” coerenti con le politiche del Governo vietnamita.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte crescita dei traffici portuali del Vietnam. Diversi cluster portuali del Paese stanno avvicinandosi alla saturazione, mentre nel sistema Cai Mep–Thi Vai i volumi sulle rotte principali hanno superato i 700mila teu nel gennaio 2026 (+9% su base annua). In questo scenario, lo sviluppo di un nuovo hub nel centro del Paese risponde all’esigenza di riequilibrare la distribuzione geografica delle capacità e ridurre la dipendenza da porti situati nel nord e nel sud. La geografia portuale vietnamita è infatti strutturata su tre poli principali: Hai Phong e Lach Huyen nel nord, Cai Mep–Thi Vai e il futuro hub di Can Gio nel sud, e l’area di Da Nang nel centro. Lien Chieu mira a colmare il deficit d’infrastrutture in acque profonde nella regione centrale, creando un punto di accesso diretto per i flussi commerciali e industriali locali.
Il progetto vuole rispondere al crescente interesse dei grandi operatori terminalistici globali per il mercato vietnamita. Apm Terminals rafforza la propria presenza nel Paese dopo l’esperienza con Hateco a Lach Huyen, mentre altri operatori, in particolare Msc attraverso Terminal Investment Limited, stanno sviluppando progetti di grande scala nel sud, come il mega hub di Can Gio. Questa dinamica configura il Vietnam come uno dei principali teatri di competizione per il controllo dei nodi portuali strategici nel Sud-Est asiatico. La presenza su più scali consente agli operatori globali di consolidare i propri flussi e di aumentare il controllo sulle catene di trasporto marittimo, in un contesto di crescente integrazione tra trasporto marittimo e gestione terminalistica.
Anna Maria Boidi








































































