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Accordo italo-cinese sul porto di Trieste


Durante la visita in Cina del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione italiano Luigi Di Maio è stata ribadita la volontà dell'Italia a partecipare allo sviluppo del programma Belt and Road, che vede come fulcro per la Penisola il porto di Trieste. Un passo in avanti è stata la firma del protocollo d'intesa tra l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e l'azienda cinese China Communications Construction Company, avvenuta il 5 novembre 2019 a Shanghai, davanti allo stesso ministro Di Maio. Questa firma è un'evoluzione degli accordi presi a Roma il 23 marzo per creare piattaforme logistiche connesse allo scalo giuliano. Il testo dell'accordo prevede che l'Autorità portuale sostenga alcuni progetti pilota della China Communications Construction Company nelle aree di Guangzhou e di Jiangsu e nel retroterra dei porti di Shanghai, Ningbo e Shenzen, che diventeranno punti di partenza per rotte destinate a Trieste. In Italia, il Gruppo cinese potrà istallare alcuni magazzini all'interno del territorio regionale.
"La firma di oggi è importante perché definisce un ruolo attivo del sistema pubblico italiano nello sviluppo della logistica, a favore di una delle qualità economiche più importanti del nostro Paese, il Made in Italy", ha spiegato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D'Agostino. "Si tratta di un progetto a disposizione del Sistema Paese: le piattaforme logistiche potranno agevolare il trasporto delle merci provenienti da tutta Italia, a supporto delle grandi aziende e delle piccole e medie imprese. È un segnale importante che questa partita venga giocata proprio dal settore pubblico".
In una nota, l'Autorità precisa che non avrà partecipazioni dirette allo sviluppo delle piattaforme logistiche, "ma collaborerà come parte attiva aggregatrice, fornendo supporto alla definizione tecnica dei progetti, alla loro promozione presso le istituzioni e le imprese in Italia e attivandosi per la pianificazione o lo sviluppo di infrastrutture, servizi comuni o strumenti di trade facilitation utili al rinforzo del canale logistico integrato Italia-Cina anche attraverso il Porto Franco di Trieste". Un primo terreno di sperimentazione riguarderà l'importazione in Cina del vino italiano.

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