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    Regno Unito minaccia di anticipare la Brexit

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Cresce la tensione nella logistica sui rischi del coronavirus

Nella seconda settimana di marzo 2020 è progressivamente aumentata la tensione nelle piattaforme logistiche e tra gli autisti che svolgono le consegne nell’ultimo miglio, che in diversi casi sono scaturite in scioperi locali. Le principali azioni sono organizzate dai sindacati di base, che chiedono misure di protezione per i lavoratori. Il Si Cobas ha organizzato diversi scioperi in alcune piattaforme dei corrieri e della logistica per conto terzi.

Il 12 marzo il portavoce del Si Cobas Aldo Milani ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte per comunicare la proroga a oltranza dello stato di agitazione nazionale di tutte le categorie indetto il giorno prima e per annunciare la possibilità di uno sciopero nazionale. Nella lettera, Milano precisa che “i disagi che dovessero determinarsi in conseguenza di uno sciopero nazionale, in particolare nel comparto del trasporto merci e logistica in cui il SI Cobas conta decine di migliaia di aderenti, tanto più nel contesto di emergenza attuale, saranno la conseguenza inevitabile della chiusura totale da parte di Governo e parti datoriali alle richieste di confronto che la scrivente ha in più occasioni formulato”.

Il 14 marzo l’Unione Sindacale di Base considera il protocollo firmato dal Governo, imprese e sindacati confederali “assolutamente inidoneo a contrastare il diffondersi di questa pandemia”. La sigla spiega che “la raccomandazione ad effettuare turnazioni, pulizie giornaliere e sanificazioni periodiche senza neppure indicare la loro frequenza, l’adozione di lavoro agile, smartworking e altro, come pure la riduzione di misure di contenimento degli spostamenti interni agli stabilimenti e dell’ingresso del personale esterno, come l’adozione di dispositivi di protezione individuale, non meglio individuati, non garantiscono per nulla la protezione dal contagio”. Quindi, “Usb si rende disponibile a continuare a sostenere la protesta dei lavoratori in ogni luogo ove sia necessario”.

La Nidil Cgil e la Filt Cgil hanno proclamato l’11 marzo lo stato di agitazione nelle piattaforme Amazon di Torrazza Piemonte, dove è stata rilevata la positività di una lavoratrice, e di Passo Corese. Per l’autotrasporto, la Filt Cgil chiede che, poiché le stazioni di servizio autostradali chiudono dalle 18.00 alle 6.00, al Governo di “predisporre apposite aree attrezzate con servizi igienici e luoghi di ristoro per consentire, nel rispetto della normativa vigente per il contenimento del coronavirus, agli autisti di poter riposare in condizioni dignitose”.

La stessa Filt ha anche chiesto, con Fit Cisl e Uiltrasporti, alle associazioni datoriali dell’autotrasporto di “attivarsi affinché tutte le aziende e imprese di trasporto merci, logistica e spedizioni, su tutto il territorio nazionale, in questa fase emergenziale, riducano, quanto possibile, i viaggi che comportino il pernottamento fuori sede, al fine di evitare forti disagi agli autisti nello svolgere il proprio lavoro”.

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