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Corte UE conferma annullamento divieto acquisto di Tnt da Ups


La vicenda della mancata acquisizione di Tnt da parte di Ups prosegue, a ben sei anni dalla decisione della Commissione Europea di vietarla a causa di una presunta distorsione della concorrenza (decione 3/2019). Dopo quella decisione, Ups rinunciò alla transazione ma avviò un ricorso al Tribunale comunitario, mentre in seguito la Tnt venne acquisita da FedEx con il via libera di Bruxelles. Il punto rilevante del blocco, annunciato il 30 gennaio 2013, è un'analisi econometrica con cui la Commissione Europea aveva rilevato l'esistenza di un rischio di aumento dei prezzi sulla maggior parte dei mercati interessati nell'ambito della distribuzione internazionale espressa dei pacchi di piccole dimensioni. E proprio su tale analisi si è concentrato il ricorso di Ups.
La multinazionale americana presentò un primo ricorso al Tribunale europeo, che con una sentenza del 7 marzo 2017 annullò la decisione della Commissione per violazione dei diritti della difesa di Ups. In quella occasione, i giudici stabilirono che il modello econometrico di concentrazione dei prezzi alla fine utilizzato dalla Commissione differiva sensibilmente da quello comunicato a Ups nel corso del procedimento amministrativo, senza che la Commissione avesse offerto a Ups la possibilità di presentare le proprie osservazioni in merito a tali modifiche. La Commissione Europea impugnò quel verdetto ricorrendo alla Corte di Giustizia, che ha annunciato la sua decisione il 16 gennaio 2019.
Nella sua sentenza odierna, la Corte sottolinea che il rispetto dei diritti della difesa prima dell'adozione di una decisione in materia di controllo delle concentrazioni esige che le parti notificanti vengano messe in condizione di far conoscere utilmente il proprio punto di vista in merito alla reale consistenza e alla rilevanza di tutti gli elementi sui quali la Commissione intende fondare la propria decisione. Ciò deve avvenire anche quando la Commissione fonda la propria decisione su modelli econometrici, che sono, per la loro natura e la loro funzione, strumenti quantitativi utili all'analisi prospettica alla quale la Commissione procede nell'ambito delle procedure di controllo delle concentrazioni. Se la Commissione li modifica durante il procedimento deve quindi comunicarlo ai soggetti interessati e attendere le loro osservazioni.
Quindi la Corte di Giustizia conferma la decisione presa nel 2017 dal Tribunale europeo e, in teoria, l'acquisizione di Tnt da parte di Ups sarebbe legittima. Nel frattempo, però, Tnt è stata acquisita dalla concorrente FedEx per 4,4 miliardi di euro. Che succederà, quindi? In passato Ups dichiarò che intendeva chiedere un risarcimento alla Commissione Europea di 1,7 miliardi di euro per la mancata acquisizione e questa definitiva decisione della Corte di Giustizia apre la via per rivendicare tale risarcimento.

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