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Contrabbando di gasolio viaggia intermodale


Nel giro di pochi giorni, a marzo 2019 la Guardia di Finanza ha sgominato due importanti traffici di gasolio di contrabbando che utilizzavano treni e camion per importare e distribuire il carburante senza pagare Iva e accise. La prima operazione, chiamata Calderone, è avvenuta ad Augusta, dove il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa ha fatto sequestrare 8.679.647 euro e un deposito di carburanti dopo un'indagine della Finanza e delle Dogane su un traffico illegale di gasolio acquistato in Slovenia tramite due società maltese e bulgara, che veniva inviato in Belgio in sospensione d'imposta e poi portato su rotaia in tank container in terminal ferroviari prima di Milano e poi di Catania Bicocca come olio lubrificante, quindi senza pagare le accise per i carburanti.
A Catania i container erano trasferiti in un deposito di Augusta per essere formalmente esportati a Malta e in Bulgaria, ma in realtà il gasolio proseguiva su camion verso una rete di distributori stradali cui era venduto in nero. Secondo gli inquirenti, questa triangolazione cartaria ha importato illegalmente 13 milioni di litri di gasolio tra settembre 2017 e aprile 2018, con un'evasione fiscale di otto milioni di euro. La Procura scrive che "a rendere difficoltosa la ricostruzione e il riscontro dell'illecito, il carburante commissionato viaggiava scortato esclusivamente con lettere di vettura emesse dal soggetto belga, con indicazione di trasporto di M.L.O. anziché gasolio, in regime di sospensione d'imposta, essendo formalmente destinato all'estero". Durante i controlli nei depositi, i Finanzieri hanno trovato 297.590 litri di gasolio all'interno di nove carri ferroviari provenienti dal Belgio.
La seconda operazione anti-contrabbando denominata Oro Nero è avvenuta a Bari, dove la Finanza ha scoperto banda di contrabbandieri che importava gasolio dall'Europa settentrionale senza pagare le accise, dichiarando le spedizioni come olio vegetale. Il prodotto entrava in Italia in ferrocisterne fino agli scali ferroviari di Bari, poi il prodotto era trasbordato su autoarticolati per raggiungere le zone di vendita. L'inchiesta è iniziata con l'analisi della documentazione di trasporto di alcuni treni. Al termine dell'indagine, i militi hanno sequestrato undici ferrocisterne cariche con oltre 300mila litri di gasolio e due autoarticolati, denunciando cinque persone. Ora proseguono le indagini per risalire all'intera filiera logistica e commerciale della vendita.

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