L'Unione Sindacale di Base conferma lo sciopero generale del 30 ottobre 2026 anche nei trasporti, nonostante l'ordinanza di precettazione firmata il 27 ottobre dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. In una nota diffusa il 29 ottobre, definisce l'ordinanza illegittima e dichiara che il sindacato e i suoi delegati si faranno carico dell'eventuale sanzione, ma avverte i lavoratori del rischio di pesanti sanzioni individuali e offre assistenza legale a chi la chiederà. Le assenze dal servizio del 30 ottobre, sostiene la sigla, andranno qualificate come adesione allo sciopero e ogni tentativo di considerarle assenze ingiustificate sarà contestato nelle sedi opportune. Usb accusa inoltre numerose aziende di aver diffuso avvisi all'utenza "errati, incompleti e fuorvianti" e chiede alle associazioni datoriali di inviare alle imprese comunicazioni ufficiali e vincolanti.
L'ordinanza dispone il rinvio dello sciopero nel trasporto aereo, nei taxi, nel trasporto pubblico locale, nel trasporto ferroviario e marittimo, negli appalti ferroviari e nella circolazione e sicurezza stradale, settori soggetti alla franchigia legata alla commemorazione dei defunti, che vieta gli scioperi nei trasporti dal 30 ottobre al 5 novembre. La precettazione è arrivata su richiesta della Commissione di Garanzia, che con una delibera del 19 ottobre 2026 aveva già dichiarato illegittimo lo sciopero in una serie di settori, tra cui il trasporto pubblico locale. Dopo la firma, Trenitalia, Trenord, Atac e Actv hanno comunicato il rinvio dello sciopero e la regolarità dei servizi, senza escludere disagi dovuti ad adesioni individuali.
Nella proclamazione di Usb il fermo ferroviario va dalle 21.00 del 29 ottobre alle 20.59 del 30 ottobre, mentre il personale autostradale si asterrà dal lavoro a partire dalle 22.00 del 29 ottobre. Per i porti, Usb Lavoro Privato ha proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori portuali per l'intera giornata del 30 ottobre, che è anche il giorno della mobilitazione internazionale dei portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali. Gli organizzatori parlano di oltre cento porti aderenti in diciassette Paesi e quattro continenti e in Italia sono segnalati Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro, e a Genova il concentramento della manifestazione è previsto al varco Albertazzi del porto.
Usb motiva lo sciopero con il carovita, la perdita di potere d'acquisto dei salari e l'aumento delle spese militari, che il sindacato definisce "economia di guerra". Alle manifestazioni, convocate in oltre quaranta città, il sindacato ha chiamato anche gli autotrasportatori e gli agricoltori che a ottobre 2026 hanno protestato contro il caro gasolio. Un secondo sciopero generale nazionale, proclamato dalla Cgil, è fissato per venerdì 20 novembre 2026.


































































