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Assofer rinnova i vertici

L'Associazione degli operatori ferroviari e intermodali si è riunita nei giorni scorsi a Milano e in questa occasione ha proceduto a nominare il nuovo presidente per il biennio 2011-2012, affidando l'incarico a Guido Nicolini, amministratore delegato di Logtainer. Ad affiancarlo ci saranno i vicepresidenti Guido Gazzola (Sogetank) e Andreas Nolte (Transwaggon), che saranno anche i responsabili delle categorie detentori carri ferroviari ed operatori. Mauro Pacella è stato confermato come segretario generale. Nel corso dell'Assemblea, sono state anche approvate importanti modifiche statutarie per consentire un'operatività più snella ed efficace che la drammatica situazione del cargo ferroviario impone.

Il neopresidente ha voluto fin da subito sottolineare l'urgenza di creare una grande mobilitazione attorno al cargo ferroviario, ponendo le condizioni per fare in modo che tutti gli imprenditori, le associazioni e le istituzioni siano convinti che l'Italia non può rinunciare al cargo ferroviario. "Nel nostro Paese manca un piano nazionale del trasporto merci, mentre le nazioni che ci circondano usufruiscono d'importanti fondi pubblici di supporto al settore. Solo per fare un esempio, in Francia sono stati appena garantiti 80 milioni di euro per sostenere il cargo ferroviario", ha affermato Nicolini.

In particolare, secondo il nuovo presidente di Assofer, sarebbe auspicabile maggiore concertazione fra il mondo politico e le realtà economiche per evitare il rischio che certe decisioni cadano dall'alto senza possibilità di migliorarle o correggerle. "Un esempio riguarda il traffico diffuso, che in Germania viene sostenuto mentre in Italia si è deciso praticamente di abbandonare", continua Nicolini, chiedendo che su alcuni provvedimenti possa esserci a monte un confronto con gli operatori. "Non posso negare che il Ferrobonus sia stato un segnale importante dal mondo politico, anche se rimane ancora molto da fare. È un provvedimento che andrebbe ampliato perché non prevede nulla ad esempio per gli investimenti che le società fanno acquistando materiale rotabile o locomotori".

Maggiore concertazione è richiesta da Assofer anche sulle questioni relative agli scali ed ai terminal che le ferrovie pubbliche e parte del mondo politico stanno decidendo di chiudere. "Non è possibile che improvvisamente molti di questi scali ferroviari vengano ceduti o chiusi. Faccio l'esempio di un terminal ferroviario del Friuli, che qualcuno aveva deciso di chiudere da inizio ottobre, ma che grazie all'intervento di Assofer continuerà a svolgere la sua preziosa attività soprattutto nel segmento del trasporto di merci pericolose".

I dati di traffico in continuo calo, la situazione dei detentori di carri, degli operatori convenzionali e intermodali, l'impossibilità di sviluppare una politica dei raccordi ferroviari o semplicemente poter inviare un carro in officina per le operazioni di manutenzione necessarie per garantire la sicurezza d'esercizio sono solo alcuni esempi ulteriori di una situazione che per Assofer è ormai diventata insostenibile.

Nicola Capuzzo

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